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lavori post sisma

Via alla demolizione del mulino di Ponte. Rinascerà più sicuro

di Gian Pietro Zerbini
Via alla demolizione del mulino di Ponte. Rinascerà più sicuro

La struttura sarà ricostruita e resa operativa da giugno. I proprietari: produrremo 300 tonnellate di farina al giorno

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FERRARA. Il mulino di Pontelagoscuro è attualmente chiuso per lavori di consolidamento post sisma. La struttura, di interesse storico, è stata infatti danneggiata dalle scosse del terremoto del 2012 e necessita di interventi urgenti per consentire il ritorno dell’attività produttiva a pieno regime.

Per Ponte si tratta di una vera istituzione che più volte ha rischiato di chiudere, ma l’interesse strategico della struttura ha sempre riacceso l’interesse per il suo funzionamento. Sono stati anni tribolati quelli di inizio secolo. Nel 2011 l’attività si era fermata a causa della procedura fallimentare che ha interessato la società di Andreani (Macerata) che nel 2005 aveva rilevato la Molini Ferraresi, a sua volta vittima di un fallimento. Lo stabilimento di Pontelagoscuro sembrava destinato a una fine ingloriosa invece è nata una nuova società, la Molino del Po srl, che ha ripreso con slancio l’attività produttiva.

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I soci titolari di Molino del Po sono i fratelli Domenico, Franco e Pierluigi Toso, proprietari del Pastificio Rey di San Damiano d’Asti, un’azienda che realizza un fatturato annuo di 25 milioni di euro ed è presente da 150 anni sui mercati italiano ed esteri, dove è conosciuta per le sue caratteristiche dinamiche e con un export che arriva al 90%.

«Il mulino al momento è fermo - dichiara Domenico Toso, uno dei soci del pastificio Rey - ma contiamo da giugno di continuare a produrre 300 tonnellate di grano al giorno quando saranno finiti i lavori di ristrutturazione. In questi mesi alcune parti dell’edificio danneggiate saranno smantellare e verranno costruite parti nuovi e rinforzato l’esistente in grado di rendere perfettamente solida tutta la struttura che ha subito danni dal terremoto».

I soci del pastificio Rey hanno acquistato tramite vendita fallimentare il mulino nel 2011 per 7 milioni di euro ed ora ne hanno previsti altri 4 e mezzo per rinforzarlo.

«Questa unità produttiva nel ferrarese per noi è molto importante - continua Domenico Toso - e abbiamo più che mai intenzione di sfruttare la meglio questa struttura che offre lavoro ad una decina di persona tra operai, tecnici e amministrativi. Dopo la guida di Stefano Saini, ora il mulino è gestito da mio fratello Franco e continueremo a ricevere il grano dai coltivatori ferraresi con i quali abbiamo stipulato dei contratti. Qui si produce della farina di grano duro di ottima qualità utile per il nostro pastificio, un prodotto made in Italy al 100% soprattutto da esportare all’estero. Il prodotto di qualità, specie nell’alimentare, è particolarmente gradito e richiesto, proprio per questo la farina che si produce a Pontelagoscuro per noi è di ottima qualità e abbiamo intenzione di continuare a produrre, anche per il grosso investimento fatto».


 

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