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Carife, Marattin contro il Pd ferrarese: ha cercato falsi colpevoli, non i poteri forti

Il tema Carife non poteva rimanere fuori dalla resa dei conti post-elettorale del Pd. Molto atteso sul tema l’intervento di Luigi Marattin, da mesi accusato nel partito per le sue posizioni poco...

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Il tema Carife non poteva rimanere fuori dalla resa dei conti post-elettorale del Pd. Molto atteso sul tema l’intervento di Luigi Marattin, da mesi accusato nel partito per le sue posizioni poco “popolari” e anche per questo candidato fuori provincia. Marattin, con toni peraltro pacati, ha fatto notare che il decreto Salva banche è stato approvato da un consiglio dei ministri in cui siedeva Dario Franceschini, poi candidato in collegio; e in parlamento da tre ferraresi. Poi, che a livello locale non sono stati additati i veri colpevoli del crac, «il gruppo dirigente della banca», perché alcuni esponenti Pd hanno ritenuto più opportuno offrire «falsi colpevoli»: il Pd nazionale, il governo, Bankitalia. Questo è accaduto, e qui l’analisi si è fatta urticante per qualche esponente del Direttivo, perché non hanno «avuto il coraggio di mettersi contro i poteri forti della città, per ragioni che solo loro sanno. E io credo che i risparmiatori se ne siano accorti». Valutazioni diverse, quasi opposte, sono state espresse dal segretario regionale Paolo Calvano, che ha sviluppato questo ragionamento: quando il sindaco Tiziano Tagliani si è espresso contro Bankitalia, «lo abbiamo lasciato troppo solo», anche tenuto conto delle posizioni prese negli ultimi tempi in merito dal Pd nazionale. Insomma, la divaricazione resta.

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