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Riso e altri “tesori” del cibo «A rischio senza etichette»

Riso e altri “tesori” del cibo «A rischio senza etichette»

Pure i prodotti tipici ferraresi colpiti dalla norma Ue sull’origine solo volontaria Slalom tra norme europee e italiane. Coldiretti: danni a consumatori e produttori

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Mettere nell’etichetta l’origine di provenienza dei prodotti alimentari significa riconoscere un diritto ai consumatori ma anche favorire asset tipicamente ferraresi come il riso e il pomodoro, in difficoltà per la concorrenza “anonima”. È questo il ragionamento che ha portato Coldiretti a promuovere una raccolta firme da presentare al Parlamento Europeo ed alla Commissione Europea per scongiurare che venga approvato quel regolamento che rende volontaria la denominazione d’origine riportata sulle etichette di diversi prodotti. La campagna Coldiretti ieri ha fatto tappa al mercatino dell’ex caserma di via Poledrelli. «La Commissione Europea – ricorda Riccardo Casotti vice presidente Coldiretti, presente al banchetto - ha pubblicato, sia pure dopo cinque anni dal termine indicato, una bozza di regolamento di esecuzione che stabilisce le norme per l’indicazione del Paese di origine di provenienza dell’ ingrediente primario, quando è diverso da quello indicato per l’alimento. L’applicazione del regolamento di esecuzione è prevista a partire dal 1 aprile 2019, ma ancora sono molti gli aspetti da valutare, a partire dal diritto dei consumatori ad essere correttamente informati ».

Coldiretti auspica infatti che l’obbligatorietà sia estesa a tutti gli alimenti, perché si ritiene importante che i consumatori siano messi al corrente delle caratteristiche di ciò che acquista e quindi si renda responsabile di ciò che compra. In Italia ad esempio dal 2017 ed anche dal 2018 in via sperimentale l’obbligatorietà si riferisce ai formaggi, ai latticini, alla pasta, al riso e presto anche a tutti i trasformati del pomodoro. Proprio il riso del Delta è tra i prodotti in sofferenza, «arrivano molti prodotti da altri paesi non soggetti a tassazione che costano meno dei nostri - sottolinea Casotti - Per il latte invece si è arrivati anche a chiarire la regione di provenienza, mentre per l’olio che riporta la scritta “europeo“ o “extraeuropeo” in realtà si tratta di una miscela di olii della Comunità europea».

La bozza di regolamento, è la tesi di Coldiretti, pur affrontando finalmente il tema dell’etichettatura, non fornisce una risposta alla richiesta di tutti quei cittadini che in diversi Paesi europei tra cui l’Italia, hanno partecipato alle consultazioni pubbliche per ottenere maggiori informazioni sull’origine degli alimenti e dell’ingrediente primario in relazione ai prodotti trasformati: «Nella bozza il consumatore perde le tutele e non avrà il diritto di conoscere il Paese d’origine, il luogo di provenienza e l’ingrediente primario se non quando sarà l’imprenditore stesso a volerlo fornire».

Già ieri parecchi consumatori si sono fermati ad informarsi e firmare, ci sarà un’altra occasione domani a Porta Paola nel corso del mercato del venerdì e domenica in Piazza Municipale tutta la giornata.

Margherita Goberti



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