Sangue, via al piano regionale per garantire l’autosufficienza
Garantire l’autosufficienza regionale di sangue, di emocomponenti e di plasmaderivati per le strutture sanitarie pubbliche e private, assicurare un elevato livello di sicurezza attraverso la...
Garantire l’autosufficienza regionale di sangue, di emocomponenti e di plasmaderivati per le strutture sanitarie pubbliche e private, assicurare un elevato livello di sicurezza attraverso la standardizzazione delle procedure trasfusionali e perseguire il miglioramento continuo della qualità. Questi i principali obiettivi del nuovo piano regionale sangue e plasma approvato dall’assemblea legislativa regionale. In Emilia-Romagna sono circa 160.000 i donatori di sangue e nel 2017 sono state raccolte 161.900 sacche di sangue (144.769 quelle trasfuse). A livello provinciale sono 35.620 le sacche raccolte a Bologna, 25.855 a Modena, 17.411 a Parma, 16.103 a Ferrara, 16.025 a Ravenna, 15.160 a Reggio Emilia, 11.531 a Rimini, 10.601 a Piacenza, 7.878 a Cesena e 5.716 a Forlì. Negli ultimi anni, sottolinea in aula l'assessore regionale alla sanità, Sergio Venturi, «la donazione di sangue si sono ridotte perché abbiamo più anziani e meno giovani, non perché c'è un calo di senso di comunità». L'anno scorso però c'è stata un'inversione di tendenza, con una «ripresa sensibile delle donazioni», rimarca Venturi, grazie al loro svolto insieme alle associazioni. Grazie ad un accordo col Centro nazionale sangue il piano punta a creare un nuovo raggruppamento interregionale di cui l'Emilia-Romagna sarà capofila.
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