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«Basta ronde contro i pescatori di frodo»

«Basta ronde contro i pescatori di frodo»

L’altolà della polizia provinciale: si rischia grosso, le guardie volontarie possono uscire solo con noi

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I controlli della polizia provinciale contro i pescatori di frodo non possono essere quotidiani. Il comandante Claudio Castagnoli non si nasconde dietro ad un dito, anzi calca la mano, chiamando in causa «la costante riduzione delle risorse umane e finanziarie destinate alle Province e di conseguenza alle Polizie provinciali» e «le leggi non adeguate». Servirebbero più controlli, vero. Ma non può essere un buon motivo perché scendano in campo le associazioni di pescatori e provino loro a far rispettare le regole, esponendosi a rischi sconsiderati.

Lungo gli argini dei canali e nelle valli ferraresi ci si può imbattere in bracconieri fuorilegge, quasi sempre dell’Est Europa, che possono essere anche molto pericolosi. Le minacce rivolte a Marco Falciano sono solo l’ultimo caso. «Il mio primo pensiero – scrive Castagnoli – va alla sicurezza di questi pescatori sportivi, che “affrontano” e “discutono”, di notte, lungo i canali, con persone denunciate più volte, pronte a tutto. Ricordo le minacce ad un ispettore della Polizia provinciale, scritte sui muri ed altro ancora. Invito tutti a stare lontani, durante la notte, da quelle zone. La sicurezza è un bene primario non mettetela a rischio, chiamate i Carabinieri, ma non scontratevi con questi pescatori di frodo».

Neppure le guardie giurate volontarie possono intervenire in autonomia. Il loro compito è quello di affiancare gli uomini in divisa, come ribadito appena qualche giorno fa. «Tutte le associazioni piscatorie – prosegue il comandante –in un incontro svoltosi martedì 27 febbraio presso il comando della Polizia provinciale, hanno validato queste regole ovvero che le guardie volontarie possono intervenire solo se coordinati dalla Polizia provinciale, la quale non può (e non certo per volontà) essere fuori tutte le notti. Il fenomeno è serio e da non sottovalutare; se non cambieranno le leggi nazionali e regionali, come, più volte, ho proposto, non si potrà contrastarlo efficacemente».

Falciano, ieri al brindisi elettorale del Movimento Cinque Stelle, dove è stato candidato, ha replicato: «Per noi il comandante Castagnoli è come un padre, la sua uscita è tesa a tutelare la nostra incolumità. Sottolinea, però, la gravità della situazione del territorio ferrarese che di notte non è più sicuro, perché non ci sono abbastanza forze dell’ordine a presidiarlo: è un problema sul quale Regione e Stato devono intervenire». Farete altre ronde notturne? «La libertà di ognuno non può essere limitata, certo puntiamo a dare una mano non, assolutamente, a fare i giustizieri della notte».

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