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in tribunale

Coop Coccinelle, a processo per i verbali irregolari

Ferrara, in aula gli ex dirigenti della coop, tra questi la moglie dell’assessore Modonesi. La difesa: nessun falso nelle assemblee. Udienza in tribunale al 14 novembre

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FERRARA. Il processo si farà il prossimo 14 novembre, quando in aula dovranno presentarsi Mirco Rubbi, che prima del crac della coop Acli Coccinelle ne era presidente e segretario e Paola Coluzzi, anche lei ex presidente e segretaria, moglie dell’assessore Aldo Modonesi, con il quale, insieme, fondò tra l’altro la cooperativa.

Il processo lo ha deciso ieri pomeriggio il giudice Piera Tassoni accogliendo la richiesta di rinvio a giudizio della procura, che accusa Rubbi e la Coluzzi di aver redatto verbali falsi in due diverse assemblee del 2010 e 2012 con lo scopo - ipotesi d’accusa - di poter continuare a gestire in modo autonomo la cooperativa. Il reato è quello di «illecita influenza sull’assemblea», della coop Coccinelle, reato da codice civile trasferito al penale mentre in un primo momento l’inchiesta contestava il falso in scrittura privata, poi archiviata nell’estate 2016. Inchiesta che andò avanti fino alla richiesta di rinvio a giudizio.

Accolto a metà, ieri. Infatti, erano due i capi di imputazione per i falsi nelle assemblee: per il primo il giudice ha dichiarato la prescrizione, perchè il falso avvenne - secondo il capo di imputazione - il 6 settembre 2010: nel verbale di quell’assemblea, Rubbi e Coluzzi attestarono falsamente la presenza di Valentina Marini, riportando che la stessa aveva accettato la nomina di consigliere di amministrazione della Coop. Per il secondo capo di imputazione, cambia solo la data, fatti pressochè analoghi. E per questa ipotesi dell’assemblea del 16 dicembre 2012, il giudice ha deciso il rinvio a giudizio. Ma perchè tutto questo da parte di Rubbi e Coluzzi? L’accusa sostiene che il loro disegno era quello di ottenere in assemblea la maggioranza (cooptando, a sua insaputa e nominando la Marini), per procurarsi un ingiusto profitto nel continuare a gestire autonomamente le decisioni della coop. La difesa (avvocati Caniato e Pavani) sostiene che non vi fu nessun falso, che la Marini era presente, e non c’era necessità di cooptare la Marini in quanto la maggioranza era già assicurata da Coluzzi e Rubbi. La parte civile (avvocato Bolognesi), ribadisce che la posizione della sua assistita, la Marini, è stata fin dall’inizio solo quella di segnalare il fatto per non essere coinvolta come figura del cda in ripercussioni fiscali. Che ci furono, come si ricorda, visto che poi la Coop Coccinelle ha fatto crac con un buco da 400 mila euro.

Ma sono state tante altre le ripercussioni in questi mesi, anche politiche con riferimenti ad Aldo Modonesi, assessore comunale, fondatore della Coop con la moglie. Ma soprattutto al Comune e che il sindaco Tiziano Tagliani spazzò via con un intervento diretto in cui evidenziava nessun conflitto di interessi e che comunque sebbene la coop Coccinelle gestisse diversi servizi per conto del Comune prima del crac, non vi sono state mai ripercussioni economiche, tanto che il Comune stesso vanta oggi crediti dalla coop. (d.p.)


 

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