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Fabbri (Lega) dà le carte «Sì ai civici, M5s lontani»

Fabbri (Lega) dà le carte «Sì ai civici, M5s lontani»

Richiamo alla «umiltà» dei segretari di centrodestra per i candidati sindaci I pentastellati? «Li voterei al ballottaggio, non so se loro farebbero altrettanto»

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Chi deve dare le carte in vista delle Comunali 2019 nel centrodestra uscito vincente dal 4 marzo, è senza dubbio Alan Fabbri. Il segretario di una Lega ormai consolidata, e con grande distacco, primo partito della coalizione, è chiamato a fare la prima mossa in direzione degli alleati, e definire la linea nei confronti degli altri vincitori delle politiche, il M5s, in vista dello scontro sui sindaci che si preannuncia incerto come non mai, a partire da Ferrara.

Dopo una campagna elettorale molto “proporzionale”, dove nel centrodestra ognuno ha fatto in sostanza da se, è giunto il momento di tirare le fila della coalizione?

In realtà abbiamo certo sostenuto i nostri candidati, che sono usciti vincenti, ma non sono mancate attività di coalizione: cene, eventi comuni... Adesso serve grande umiltà da parte dei segretari di partito per calibrare bene il tiro e cercare tutti assieme i candidati migliori per vincere più Comuni possibili nel 2019, a cominciare da Ferrara che può essere davvero il simbolo di una svolta storica. C’è in giro molto entusiasmo, ma ricordo che il voto amministrativo è diverso da quello politico, anche se ormai i consensi alla Lega si stanno stabilizzando nel Ferrarese dal 2014, e credo che nelle prossime settimane assisteremo a mosse pubbliche da parte di associazioni, categorie, sindacati. Il voto del 4 marzo ha liberato molti da sensi di colpe e paure, è stato anche una svolta psicologica,

Sì, ma da sola la Lega non può vincere.

Lo sappiamo bene, e la coalizione va tenuta assolutamente unita. Con i segretari provinciali ci siamo già sentiti al telefono, faremo altri passi. Non solo: siamo pronti ad aprire ai civici, a quella società civile che cerca un progetto alternativo a quello dominante dal dopoguerra in questa provincia.

A proposito, che tipo di rapporto è ipotizzabile con il M5s. L’altra sera la vostra consigliera di Formignana, Barbara Grassilli, ha partecipato alla festa pentastellata di Copparo, riconoscendo molti punti in comune. È la linea del partito?

La consigliera Grassilli ha svolto considerazioni personali, non riflettono la linea del partito provinciale. Personalmente ho grande rispetto per gli esponenti M5s, con Marco Falciano ho collaborato contro il bracconaggio ittico, ho tanti amici che hanno votato M5s e vedo buona fede. Ma le idee pentastellate non le condivido, vediamo cosa succede con il tentativodi Salvini su flat tax, abolizione Fornero e altri nostri temi.

Sì, ma a livello locale è possibile ipotizzare se non convergenze, quanto meno una sorta di desistenza incrociata sui rispettivi candidati?

Posso dire che in caso di ballottaggio Pd-M5s a Ferrara, non avrei dubbi nel votare il pentastellato, anche se i loro sindaci sono spesso usciti dal movimento. Se dovesse toccare a noi non sono sicuro che i M5s farebbero lo stesso, una parte del loro elettorato sembra più a sinistra del Pd. Sui programmi si può e si deve collaborare, io stesso ho fatto l’assessore provinciale nella giunta di transizione Zappaterra.

Stefano Ciervo

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