Tribunale imprese Chiusa la causa per il buco di Carife
I commissari chiedono 100 milioni di danni agli ex dirigenti Il giudice va in decisione: la sentenza attesa dopo l’estate
Alla fine hanno chiesto soltanto 100 milioni di danni, i commissari prima quelli di Vecchia Carife e poi di Nuova Carife. A fronte di un buco da mezzo miliardo di euro, quello creato, secondo i loro conteggi, dagli amministratori che si sono succeduti alla guida di Carife dal 2007 al 2013, quando BankItalia spazzò via tutti, per incapacità nel dirigere la banca cittadina che poi ha fatto davvero crac. Quell’incapacità che in modo più morbido si è trasformata in «malagestio», nell’atto dell’azione di responsabilità civile, una richiesta danni sulla quale ora dovrà decidere il tribunale delle imprese. Ieri mattina a Bologna, davanti al giudice Daria Sbariscia, dopo quasi 3 anni di udienze confronto in aula sulla malagestione degli ex amministratori Carife, si è chiusa la fase istruttoria della causa che venne attivata, lo ricordiamo, nel luglio 2015 dagli allora commissari Giovanni Capitanio e Antonio Blandini contro 31 persone, gli ex amministratori, compresa la società di revisione che redigeva i bilanci della banca.
Il giudice Sbariscia, secondo la procedura, ieri ha incamerato la causa e si è ritirata in decisione: lo ha fatto dopo che tutte le parti, gli avvocati dei 31 convenuti /accusati hanno prodotto documenti, riscontri così come hanno fatto i legali dei commissari di Vecchia Carife e poi di Nuova Carife, a rappresentare il presidente Roberto Nicastro che aveva assorbito la banca cittadina in tutti i suoi strascichi, dopo il salvabanche. Secondo la procedura, come spiegavano ieri legali e addetti ai lavori, ora i tempi tecnici saranno scanditi dai prossimi 80 giorni concessi per depositare altre memorie e altro e poi altri 50 giorni, tuttavia non vincolanti, per decidere assieme agli altri giudici in forma collegiale (il tribunale delle imprese composto da tre togati). Tribunale che dovrà accogliere o meno le richieste danni per il buco Carife, per una vicenda dai contorni tecnici non così netti: decisione che potrebbe essere attesa dopo l’estate, da settembre in poi.
Daniele Predieri
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