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Zamorani (Radicali): Pd, i cittadini vanno fatti partecipare

Zamorani (Radicali): Pd, i cittadini vanno fatti partecipare

Gli amministratori dem dicono ora di voler «parlare con la gente», vedi l’assessore Aldo Modonesi? «Bene», ribatte il leader radicale Mario Zamorani; allora «riprendano le proposte da loro bocciate...

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Gli amministratori dem dicono ora di voler «parlare con la gente», vedi l’assessore Aldo Modonesi? «Bene», ribatte il leader radicale Mario Zamorani; allora «riprendano le proposte da loro bocciate sistematicamente in questi anni, che miravano non solo a parlare con i cittadini, ma soprattutto ascoltarli, e, di più, creare procedure per farli contare davvero sulle scelte. Dico cittadini e non gente, che è un termine paternalistico, a sua volta una forma di autoritarismo».

I radicali, come promesso subito dopo lo choc del 4 marzo, hanno preso in mano l’iniziativa per rilanciare il centrosinistra, e non sono carezze per il principale alleato: «Negli anni scorsi la giunta, e il Pd, hanno respinto le nostre proposte di apertura alla collaborazione dei cittadini, rese possibili dal regolamento sulla partecipazione. Parlo di petizioni, con 100 firme certificate; di consultazioni periodiche, attraverso questionari, dei cittadini di diverse zone della città, a partire dalla Gad. Oppure consultare direttamente gruppi di specialisti (architetti, economisti, sociologi) per chiedere loro una visione del futuro della città. Ora che i cittadini hanno espresso chiaramente la volontà di farsi sentire e di contare - sottolinea Zamorani - riproporremo queste idee, e chiediamo a tutto il centrosinistra di esprimersi, non solo al sindaco».

A Tagliani in particolare il leader radicale contesta, «con tutto l’affetto del mondo», un paio di cose. «Invece di perdere tempo a commentare quella maschera grottesca che va in giro di notte a suonare i campanelli (Naomo Lodi, ndr), predisponga un resoconto istituzionale del suo operato. Così si rispondono agli interlocutori, che non sono i vari Naomo ma i cittadini». L’altro problema è la «percezione di supponenza che i ferraresi hanno evidentemente nei confronti del suo atteggiamento, un contrappasso per chi ha parlato di percezioni in Gad: per togliersela bisogna andare davvero in giro per la città, nei suoi quartieri. Come ha fatto Naomo? Sì, ma in maniera laica, per ascoltare e non per imporre un’idea già definita, come fa la Lega».

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