Accoltellò il padre «Era incapace d’intendere e volere»
Tragedia di via Della Siepe, in tribunale l’esito delle perizie La donna in un centro psichiatrico perché ancora pericolosa
Quando Anna Frighi, sofferente di problemi psichici, accoltellò il padre Gianfranco il 28 marzo dell’anno scorso era incapace di intendere e volere. È la conclusione a cui è arrivato il medico psichiatra Renato Ariatti, ascoltato ieri in tribunale nel doppio ruolo di consulente del pubblico ministero e perito nominato dal giudice. La donna, 44 anni, è imputata di omicidio volontario e al momento si trova nella Residenza Psichiatrica Basaglia perché ritenuta socialmente pericolosa. Il perito era chiamato a pronunciarsi anche sulla pericolosità sociale dell’imputata, dichiarando che questa è tuttora sussistente, anche se diminuita per effetto delle cure e delle terapie a cui la donna viene sottoposta.
Anche il giorno della tragedia di via Della Siepe, un anno fa la donna, seguita da servizi, aveva ricevuto un accertamento sanitario obbligatorio. Poi, alla sera, l’aggressione. La madre era in bagno, il papà in poltrona. La donna aveva afferrato un coltello da cucina con una lama di 30 centimetri e aveva colpito l’anziano genitore all’addome. Poi aveva telefonato al 118: «Venite ho accoltellato mio padre». Agli inquirenti accorsi sul posto insieme all’emergenza sanitaria Anna Frighi, aveva dichiarato «Una forza interiore mi ha detto che se volevo riuscire nella vita e nel lavoro (lei è ingegnere) dovevo uccidere mio padre e picchiare mia madre».
L’uomo, 77 anni, era stato portato all’ospedale di Cona ma non era stato ritenuto in pericolo di vita; poco più di due mesi dopo le sue condizioni si erano deteriorate fino al decesso e per la donna l’accusa era passata da tentato omicidio a omicidio volontario. Un altro quesito sottoposto a periti e consulenti riguarda proprio il nesso causale tra la morte della vittima e l’aggressione avvenuta 70 giorni prima. Si questo si confronteranno il medico legale Marco Tudini di Bologna nominato dalla difesa (avvocato Giacomo Forlani) e il consulente della pubblica accusa, il medico legale ferrarese Stefano Malaguti. Il processo è stato aggiornato ad aprile.
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