«Io irreperibile? Non è vero Chiedo chiarezza in procura»
Si preannuncia un processo a “effetto domino” quello a carico di Aldo Ferrante, ex sindacalista e oggi portavoce del “Comitato vittime della pubblica amministrazione”. Perché l’imputato è passato...
Si preannuncia un processo a “effetto domino” quello a carico di Aldo Ferrante, ex sindacalista e oggi portavoce del “Comitato vittime della pubblica amministrazione”. Perché l’imputato è passato alle contromisure, con esposti e denunce contro ignoti.
Ferrante è accusato di diffamazione ai danni della giunta comunale di Ferrara, per aver definito truccato un appalto milionario per la gestione delle piscine municipali.
I fatti risalgono al 2012, quando le caselle di posta elettronica degli amministratori pubblici venivano subissate delle mail inviate da una certa Mariangela Fittizio con il bollettino “Osservatorio della cosa pubblica”.
Le successive indagini coordinate dal pm Volta avevano permesso di scoprire che l’indirizzo del mittente era abbinato a un’utenza telefonica intestata proprio a Ferrante.
Che invece, difeso dall’avvocato Vasco Sisti, sostiene che con quelle mail non aveva nulla a che fare, presentando anzi una denuncia querela contro ignoti per l’utilizzo indebito della sua carta Sim che, sostiene, aveva perso da tempo. Ma Ferrante ha affilato le unghie anche contro il “decreto di irreperibilità” emesso nei suoi confronti nel 2015, quando il processo era già stato fissato. Fissato ma subito sospeso proprio perché non era stato possibile, da parte della polizia giudiziaria, rintracciare l’imputato per notificargli il decreto di citazione a giudizio emesso nell’ottobre del 2014, a conclusione delle indagini. Solo nel settembre del 2017, quando la polizia di Parma trasmette al tribunale di Ferrara un “verbale di rintraccio” di Ferrante in un hotel, il giudice può nuovamente fissare il processo, che si è aperto ieri con l’ammissione dei testi. Ma Aldo Ferrante non ci sta a passare per “irreperibile”, sostenendo di essere un personaggio pubblico.
«Il mio assistito - spiega l’avvocato Sisti - ha presentato un esposto in procura per accertare le modalità della sua individuazione e come si è arrivati al decreto di irreperibilità. Tanto più che il mio cliente nel corso del 2017 era stato citato come testimone in un procedimento penale ed è stato ascoltato in tribunale».
I “veleni” di questo processo sono dunque destinati ad andare ben oltre l’accusa di diffamazione nei confronti della giunta comunale. Se ne riparlerà a dicembre.
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