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Pd, Calvano resta in sella e apre ai sindaci civici

Pd, Calvano resta in sella e apre ai sindaci civici

Alla Direzione regionale niente dimissioni e apertura alla lista Pizzarotti Oggi civici all’esordio a Bologna con Fabbri (Comacchio) e Toselli (Cento)

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Paolo Calvano resta alla guida del Pd regionale, con la promessa di rimettere in palio la segreteria con un congresso anticipato e l’ambizione di far rialzare un partito provato dal risultato del 4 marzo, in vista delle imminenti amministrative di primavera (c’è anche Imola in palio) e soprattutto delle Regionali 2019, per le quali lancia segnali ai sindaci civici. È questo il succo della Direzione regionale dem, che l’altra sera ha sostanzialmente condiviso la relazione dell’ex sindaco di Ostellato, dopo 25 interventi tra i quali Luigi Vitellio, che martedì aveva affrontato un’analoga prova in Direzione provinciale, e Roberto Montanari. Calvano ha definito «legittime» le richieste di chi ha detto che «tutti i livelli territoriali dovrebbero dimettersi» dopo la batosta, ma «non è quanto i nostri iscritti ed elettori oggi ci chiedono, perché c’è la voglia palpabile di salvare e rilanciare il Partito democratico», rifacendosi alle indicazioni del reggente Maurizio Martina. Alcuni segretari regionali si sono dimessi? «È vero, ma è giusto rimarcare una differenza tra quei segretari regionali e l’Emilia Romagna. Buona parte di quei segretari - è la linea di difesa seguita da Calvano - nel costruire le liste ha ritenuto opportuno, legittimamente, partire dal proprio nome, giocare la partita in prima persona. In Emilia Romagna abbiamo fatto una scelta diversa: sono andato a Roma da segretario regionale per portare e sostenere le proposte emerse dal territorio».

Nessun riferimento diretto al crac di Ferrara, ma quel «alcuni territori hanno sofferto», in tutte le periferie, «quelle della regione, delle province e nelle periferie urbane», sembra puntato sul risultato ferrarese. Calvano ha poi chiamato un tesseramento straordinario e un’assemblea regionale straordinaria, «accompagnata dal contributo di esperti e studiosi, su come deve essere un partito nel XXI secolo».

Una strada, già indicata dal governatore Stefano Bonaccini, è di rilanciare la capacità di governo «con proposte innovative capaci di tenere insieme il centrosinistra ed essere contemporaneamente permeabili a forme di civismo credibili». Senza citarlo, il riferimento è al tentativo dei sindaci civici capitanati dal parmense Federico Pizzarotti, che oggi a Bologna vede un primo appuntamento assembleare: tra i presenti vengono annunciati anche i sindaci di Comacchio, Marco Fabbri, e di Cento, Fabrizio Toselli. I civici sono corteggiati anche dal centrodestra, in vista anche di un’aggregazione nazionale, oggi si comincerà a capire in che direzione stanno andando. (s.c.)

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