Richiesti settecento indennizzi
I pazienti ferraresi hanno promosso azioni legali anche per 250 risarcimenti
Centinaia di persone, nel Ferrarese, si sono rivolte agli studi legali per vedere riconosciuto il loro diritto di ottenere un indennizzo o un risarcimento dopo essere state infettate da trasfusioni di sangue. I conti li tengono due avvocati di Ferrara, Antonio Gatto e Angelo Ressa, che da circa 15 anni assistono pazienti che hanno subìto un danno biologico a causa dei mancati o carenti controlli sulla sicurezza delle sacche di sangue. Molti hanno contratto l’epatite B o C o l’Aids dopo essersi sottoposti a trasfusioni tra il 1970 e il 1990, quando l’attenzione sulla sicurezza delle donazioni non era salita ai livelli attuali ed emerse anche lo scandalo sulla commercializzazione del sangue infetto. Anni che ispirarono una serie di provvedimenti che obbligavano lo Stato a indennizzare e risarcire i pazienti infettati. «La legge 210 del ’92 ha riconosciuto ai pazienti un indennizzo - spiega Angelo Ressa - Negli anni successivi sono arrivate anche le sentenze della magistratura e nel 2014 la legge sul risarcimento da 100mila euro».
A Ferrara e provincia circa 700 famiglie hanno chiesto l’indennizzo, cioè il versamento di un assegno per tutta la vita, con importi che vanno da circa 1600 euro ogni due mesi a circa 2000, ricorda Ressa. In caso di decesso gli eredi hanno diritto all’assegno di reversibilità per 15 anni oppure a un assegno una tantum di 78mila euro. «Molti a Ferrara hanno scelto questa seconda soluzione - spiega il legale - ma la causa di morte deve avere un nesso con la malattia contratta dalla trasfusione infetta». Tra le 700 persone che hanno chiesto l’indennizzo circa 250 hanno avviato anche un’azione legale contro lo Stato per accedere al risarcimento di 100mila euro. La condizione è che la causa sia stata incardinata prima del 31 dicembre 2007. In Italia circa 7mila persone (150 nel ferrarese) hanno scelto questo percorso: poco più di 6mila hanno avuto l’assegno. «Ne mancano un migliaio - conclude Ressa - a Ferrara un’ottantina. Casi che dovrebbero essere chiusi entro il 31 dicembre 2018. È bene sapere che si può muovere un’azione legale per contagio da sangue infetto entro tre anni dalla data in cui se ne ha conoscenza».
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