Sagra del somarino, bontà e generosità
Settanta volontari tra cui molti giovani pronti anche per l’edizione 2018
Tresigallo è, ormai, famosa e conosciuta anche fuori provincia, per la Sagra del Somarino: Alberto Negossi, intervistato telefonicamente, ci parla di questa manifestazione che, ogni anno, riscuote grande successo.
Quanti sono i volontari?
Settanta, tra cui tanti giovani: le ragazze della squadra di pallavolo collaborano con noi, servendo ai tavoli.
Perché proprio il somarino?
Era la specialità di una nostra volontaria che era bravissima a cucinarlo! Oltre al somarino, comunque, proponiamo un menù alla ferrarese con cappellaci o pappardelle e ottime grigliate…tutti piatti da gustare accompagnati da tanta musica e allegria!
Quando si svolgerà la sagra edizione 2018?
Indicativamente, nella prima o seconda settimana di luglio, ma, per i dettagli, ci stiamo, ancora, organizzando. Tramite la manifestazione, avete, già in passato, raccolto fondi destinati a associazioni onlus…
Sì, il ricavato della sagra è stato devoluto, in parte, alla società di pallavolo locale e, in parte, all’Ail, Ado e Anteas. I proventi sono, inoltre, serviti per costruire un pozzo in Kenia e per comprare un ecografo per una struttura sanitaria in Costa d’Avorio, dove era attivo un missionario di Tresigallo.
Il paese, dalla particolare architettura razionalista, è stato oggetto, negli ultimi anni, di una forte rivalutazione storico-culturale e inserito in un percorso turistico di grande rilevanza: la Sagra, con i suoi numeri, ha contribuito, in qualche modo, a questa rinascita?
Sì, certo: la valorizzazione del territorio avviene anche tramite la conoscenza della tradizione enogastronomica, un patrimonio da difendere e tutelare in ogni modo.
Marina Cazzanti
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