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CARIFE - udienza il 27 marzo  

Cassazione arbitro del crac sul sequestro dei 15 milioni

Cassazione arbitro del crac sul sequestro dei 15 milioni

E’ una questione giuridica di altissimo livello ma sul piano pratico ha una importanza fondamentale: perchè dovrà sancire o meno se il crac Carife esiste oppure no. E’ il caso legato al sequestro dei...

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E’ una questione giuridica di altissimo livello ma sul piano pratico ha una importanza fondamentale: perchè dovrà sancire o meno se il crac Carife esiste oppure no. E’ il caso legato al sequestro dei beni per la vicenda crac-aumento di capitale, su una materia per cui vi sono opposte interpretazioni tra magistrati inquirenti (la procura di Ferrara) e giudici e avvocati: materia su cui non vi sono precedenti in Italia. Per creare il precedente, la Corte di Cassazione di Roma è chiamata, il prossimo 27 marzo, a pronunciarsi sulla legittimità o meno del sequestro da 15 milioni di euro chiesto dalla procura di Ferrara nell’ambito del crac Carife, bocciato in primo grado (dal gip Monica Bighetti) e in secondo grado (senza entrare nel merito) dal tribunale del Riesame. Alla Cassazione, i pm Longhi e Cavallo chiedono di congelare 15 milioni di euro, 10 alla banca Valsabbina e 5 a Caricesena, che parteciparono all’aumento di capitale Carife in modo illecito, ritenuto tale, visto il processo penale fissato al 18 giugno prossimo. Secondo l’accusa il tetto dei 150 milioni di aumento di capitale sarebbe stato raggiunto in modo fraudolento. Per questo motivo, i 15 milioni offerti dalle banche, che poi Carife restituì, sono il “frutto” del reato. Il contrasto tra giudici e pm è sulla interpretazione delle norme legate al reato di fittizietà del patrimonio e al tipo di azioni scambiate. La Cassazione dovrà dire chi ha ragione: se giudici e avvocati che sostengono insussistente il crac o la procura sul contrario.

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