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I ristoratori lanciano la campagna contro gli sprechi alimentari

I ristoratori lanciano la campagna contro gli sprechi alimentari

COMACCHIO. «Come cavolo mangi?». Non è una provocazione, ma un workshop riuscito che, ieri mattina, ha imbastito un confronto tra ristoratori ed operatori locali, dando il via ad un progetto, teso...

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COMACCHIO. «Come cavolo mangi?». Non è una provocazione, ma un workshop riuscito che, ieri mattina, ha imbastito un confronto tra ristoratori ed operatori locali, dando il via ad un progetto, teso alla riduzione degli sprechi alimentari, ma anche alla promozione dei prodotti a chilometri zero e all'incremento di occupazione sul territorio. Finanziato da Arpae, il progetto è stato illustrato nella Manifattura dei Marinati da Annalisa Brigo del Ceas (Centro di educazione alla sostenibilità delle aree protette- Delta del Po), in presenza di una ventina tra ristoratori ed artigiani locali.

«L'obiettivo è quello di avvicinare il ristoratore al produttore/artigiano, con lo scopo, per i ristoratori di trovare sul territorio le materie prime offerte dai produttori, in modo da valorizzare i loro menù e la biodiversità e, dall'altra parte, di far incrementare il reddito, incentivando nuovi sbocchi occupazionali». Sottoscrivendo il progetto, i ristoratori si sono impegnati pure a ridurre gli sprechi di cibo, facendosi contestualmente interpreti di una strategia, che punta a "portare a casa il cibo rimasto nel piatto - ha aggiunto Annalisa Brigo -, facilitando così il cliente a promuovere il circuito del recupero».

Per il lancio di "Come cavolo mangi?" sono stati stampati adesivi da applicare nelle vetrine dei ristoranti, che aderiscono all'iniziativa, con un messaggio d'effetto: “Qui zero spreco”. La direttrice del Parco del Delta, Maria Pia Pagliarusco, portando il saluto anche a nome del presidente, ha sottolineato come «nell'ambito della programmazione triennale sui temi della sostenibilità ambientale e della biodiversità, si collabora con il Ceas e con altri centri, i quali hanno già realizzato esperienze di successo sul territorio».

Katia Romagnoli



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