La Nuova Ferrara

Ferrara

I servizi sono l’ossatura dell’economia a Ferrara

di Gian Pietro Zerbini

Rappresentano quasi l’80% del valore aggiunto, l’industria si ferma al 14,2% Il commercio ha il maggior numero di addetti ma ha fatto registrare più chiusure

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Sono i servizi la spina dorsale dell’economia del territorio di Ferrara. Quasi l’80%, ovvero quattro azienda su cinque forniscono il valore aggiunto, che a livello pro capite produttivo è di 25.600 euro, ben superiore alla media provinciale che si ferma a 22.100 euro. Ferrara è una città soprattutto di commercio con il primo posto a livello provinciale per percentuale di esercizi al dettaglio con oltre il 10% del totale delle imprese. Per quanto riguarda invece il totale del commercio la percentuale sale addirittura al 24,85%. Tra commercio al dettaglio, all’ingrosso e la ristorazione il comune capoluogo ferrarese raggiunge un totale che supera i 12mila addetti.

Come secondo settore c’è l’industria che a Ferrara si attesta al 14,2% dato decisamente inferiore alla media provinciale che è del 22,1%. Perde il confronto con la provincia anche il rapporto con l’agricoltura che copre appena il 4% rispetto al 5,8% dell’intera provincia di Ferrara. In minoranza anche la percentuale relativa al settore delle costruzioni che è solo il 2,7%.

A giudicare dai servizi che fanno l’asso pigliatutto, l’economia di Ferrara è molto diversificata.

Le imprese femminili sono stabili al 23,7%, ottavo posto in percentuale nella classifica provinciale. Le imprese giovanili sono in calo, con il 7,4% delle aziende a guida under 35, dato che si avvicina alla media regionale emiliano-romagnola che è del 7,7 %. Flessione anche per l’artigianato 25,3% a fronte di certi comuni del ferrarese la cui quota percentuale di avvicina di più al 30.

Sono in aumento invece le imprese che sono dirette da stranieri con l’11% del totale, dato percentuale che rappresenta il secondo comune della provincia. In un anno nel territorio comunale si sono perse complessivamente 58 imprese pari allo 0,5%, in provincia il dato delle perdite annali supera l’1%. Più contenuto rispetto alla media provinciale anche il dato delle imprese perse nel decennio della crisi, nel comune di Ferrara sono state 165 pari al 4,8% e in questo caso il settore che ha pagato di più è stato il commercio e le costruzioni. Ferrara sconta sempre anche il dato della denatalità e non solo imprenditoriale ma anche anagrafica. Gli anziani over 65 rappresentano il 28% della popolazione, mentre i giovani sono di poco la metà con il 14,3% degli under 20 che danno un rapporto di 263 anziani ogni 100 giovani. La popopolazione straniera ha ormai raggiunto l’11,47% del totale e rispecchia in pratica il rapporto che esiste anche per numero di imprese. I residenti stranieri nel Comune di Ferrara più numerosi sono i cittadini romeni.

La carta in più da giocare è rappresentata dalla diversificazione delle attività imprenditoriali con molte tipologie. Dai servizi alla persona che rappresentano il 4,5%, alle attività immobiliari e assicurative con il 7%. Si spazia poi dall’attività di comunicazione e informazione a quella di noleggio, dal manifatturiero, all’arte e all’intrattenimento.

Magari occorrerebbe fare maggiormente rete tra questi vari settori in modo che se uno va in crisi viene sorretto dagli altri. L’economia dei servizi, essendo più flessibile, può regolarsi meglio al cambiamento del mercato.



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