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Padri separati, niente bonus rifiuti

Padri separati, niente bonus rifiuti

Sconto pannolini solo al nucleo familiare del bebè. La protesta: «Ennesimo torto»

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«Cosa devono fare i padri separati come me con i pannolini tolti al loro bebè? Devono tenerseli in casa per 10-12 giorni, oppure regalare 2 euro al giorno di extra aperture solo perché non vengono considerati da Hera?». La domanda la pone al giornale un esasperato residente di via Pesci, che protesta per quello che considera «l’ennesimo torto»: il bonus extra per i pannolini, infatti, viene riconosciuto solo al nucleo familiare nel quale è iscritto il bambino (36 mesi è l’età limite) escludendo così i padri che non ne fanno più parte ma continuano a prendersi cura di loro. La risposta di Heracomm al quesito dell’utente in questione sembra infatti inequivocabile: «Essendo il suo nucleo familiare composto da un solo componente (lei), non è possibile accogliere eventuali richieste di “franchigia” di litri minimi oltre a quelle deliberati dal Comune». La multiutility fa riferimento alla prima bozza del Regolamento rifiuti comunale, riservandosi di dare una risposta definitiva una volta pubblicato il testo definitivo, che è stato modificato in più punti da giunta e consiglio comunale. Gli emendamenti, però, non sembrano cogliere la specificità del caso in questione, perché si fa sempre riferimento a «nuclei familiari al cui interno siano presenti bambini in età inferiore ai 36 mesi», salvo mettere tra parentesi che «altre tipologie potranno essere di volta in volta valutate dall’amministrazione comunale». L’unica possibilità per il padre in questione, e per tutti coloro che sono nella sua stessa condizione, è quindi una interpretazione autentica in suo favore da parte di Palazzo Municipale. L’alternativa? «Portare i pannolini all’ex compagna...» scrive ironicamente l’uomo, che ha un figlio in età da bonus.

Alcuni dati diffusi ieri, in occasione della Festa del papà, sono indicativi dello stato d’animo dei padri separati. Con un figlio piccolo, di 2 anni, il costo di pertinenza del padre, stando a quanto di solito viene deciso dai tribunali, è di oltre 520 euro al mese, contro i 312 della madre: ad incidere maggiormente sono le spese per la casa, 170 euro contro 102, oltre agli alimentari (86 euro contro quasi 52); bisognerà aggiungere ora le “calottate” aggiuntive. Il reddito mensile medio è però molto diverso, in quanto si parla di 2.500 euro per il padre contro 1.500 della madre.

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