Chiusura del ponte sul Po: «Dramma per le aziende»
Ferrara. Confesercenti al Comune: a rischio le imprese di Pontelagoscuro e Barco. Il Pd di Occhiobello: tenere aperta una corsia e lavori anche di notte e nei festivi
FERRARA. La chiusura del ponte sul Po comporterà sacrifici e disagi per le attività commerciali e per i cittadini che dovranno adeguarsi ad una importante variazione della viabilità che si protrarrà per circa quattro mesi. A far sentire la sua voce, ieri (martedì 20 marzo), è stata Confesercenti.
L’associazione è convinta che il blocco della circolazione sul ponte potrebbe comportare «gravi conseguenze sul piano della tenuta del tessuto commerciale di Barco e Pontelagoscuro ed è per questo motivo che vorremmo valutare insieme alle istituzioni eventuali soluzioni che permettano di subire il meno possibile i disagi, inevitabili, e le relative conseguenze in termini economici che graveranno sulle imprese interessate».
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I lavori sono previsti a partire dal 18 maggio prossimo. Confesercenti ha chiesto un incontro urgente con gli assessori ai Lavori Pubblici e al Commercio, Aldo Modonesi e Roberto Serra, per conoscere «quali siano i tempi effettivi dell’intero e corposo cantiere, e quali le possibili soluzioni ai disagi che lo stesso comporterà» anche per i cittadini e i “frontalieri”. La notizia della prossima apertura del cantiere ha suscitato «ansia e preoccupazione» tra i titolari delle aziende dalla zona più a nord della città.
«Pur capendo l’impegno del Comune, anche nei confronti di Anas, vogliamo testimoniare come anche da parte nostra ci siano tutte le intenzioni di valutare un intervento nei confronti del prefetto», conclude l’associazione.
Ma i timori per gli effetti sull’attività delle imprese e sulla vita dei residenti si sono diffusi e moltiplicati anche al di là del Po. «Anas non può pretendere di chiudere il ponte sul Po tra Santa Maria Maddalena e Pontelagoscuro in assenza della creazione di una valida alternativa veicolare», scrive il circolo Pd di Occhiobello. Un pensiero è dedicato all’Anas che «se non avesse trascurato per decenni e lasciato deteriorare il "nostro" ponte o - meglio - se avesse raccolto lo stimolo delle due amministrazioni comunali (Occhiobello e Ferrara) per la realizzazione di una moderna struttura, oggi non ci troveremmo in questa situazione».
Il Pd chiede alla direzione dell'Anas «che si privilegi il traffico a senso unico alternato in luogo della chiusura totale; che si obblighi l'impresa appaltatrice a condurre i lavori su tre turni, compresi i giorni festivi; il ristoro dei costi aggiuntivi che dovranno affrontare tutti coloro che vorranno utilizzare l'autostrada nel tratto Occhiobello-Ferrara Nord e viceversa; che siano assunte dall'Anas le maggiori spese per il trasporto pubblico che, a quanto pare, dovrà obbligatoriamente utilizzare l'asse autostradale; che l'Anas predisponga a proprio carico l'effettuazione di corse ferroviarie alternative straordinarie, anche tramite l'utilizzo delle fermate nelle stazioni interessate dei treni interregionali».
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