In Aragona a caccia dei complici
Due magistrati e sette carabinieri a Saragozza per cercare le prove
E’ una “spedizione” giudiziaria, composta da due magistrati (il procuratore capo di Bologna Francesco Amato e il pm Marco Forte) e sette ufficiali dei carabinieri (uno di Ferrara, alcuni di Bologna e poi gli altri dei Ros di Roma e Milano): tutti insieme da lunedì scorso sono in Spagna per raccogliere prove e indagare, parlare con i colleghi spagnoli tra Valencia e Saragozza, dove venerdì prossimo interrogheranno, per la prima volta, Igor Vaclavic/Norbert Feher, il fantasma che hanno cercato e braccato per mesi. Igor verrà interrogato nel carcere di Zuera di massima sicurezza, che si trova a 50 km da Saragozza, proprio per problemi legati alla sua altissima pericolosità: infatti, fonti spagnole spiegano che l’udienza (formale, con tutte le garanzie consentite dalla giustizia spagnola) si sarebbe dovuta celebrare al tribunale di Saragozza, luogo ritenuto assolutamente inadeguato per i problemi che avrebbe innescato il trasferimento dal carcere al centro città con un cordone di sicurezza da attivare e che avrebbe bloccato il centro città di Saragozza.
Magistrati e carabinieri sono in Spagna, dicevamo, anche per “leggere” i dati che sono stati isolati finora in computer e tablet di Igor, ritrovati dopo il suo arresto e dopo i tre omicidi avvenuti ad Andorra di Teruel il 14 dicembre scorso. All’udienza fissata per venerdì saranno presenti - informano fonti giudiziarie spagnole - i magistrati spagnoli che condurrano l’udienza, il difensore d’ufficio di Igor, un traduttore e gli inquirenti italiani. Una fase investigativa che è stata resa possibile grazie alla collaborazione giudiziaria tra Italia e Spagna, anche se a dirigere l’interrogatorio sarà il giudice della Corte di Saragozza: interrogatorio sui vari crimini commessi da Igor/ Norbert qui in Italia dal 30 marzo fino all’8 aprile. Gli verrà chiesto della rapina di Consandolo, la notte del 30 marzo scorso, quando sparò alla guardia giurata Piero Di Marco, rubandogli la pistola, una Smith and Wesson, poi usata nei vari omicidi in Italia e Spagna. E ovviamente Igor dovrà rendere conto dell’omicidio di Davide Fabbri, a Budrio, e poi del tentativo di rubare un furgone il 4 aprile e anche del furto del famoso Fiorino bianco che Igor rubò, a Mezzolara di Budrio (tra il 3 e l’8 aprile) e usò per fuggire dal Mezzano dopo aver ucciso Valerio Verri e ferire Marco Ravaglia. Proprio su questo fatto avvenuto l’8 aprile gli inquirenti italiani si concentreranno per chiarire tutte le ombre ancora rimaste sulla permanenza di Igor tra Ferrara e Bologna: con prove e riscontri alla mano, gli inquirenti conoscendo i nomi dei possibili complici di Igor, gli chiederanno conto di come gli sia stato possibile sfuggire per mesi e come sia arrivato in Spagna. Certo non in bicicletta come aveva riferito.
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