«Le priorità sono il futuro della banca e dei suoi dipendenti»
La presidente Fondazione CariCento spiega la situazione «Il percorso di dismissione riduce i rischi sul patrimonio»
CENTO. «Non appena sarà conclusa la trattativa, qualsiasi sia l’esito, sarà nostra cura informare dipendenti, soci, e più in generale, la comunità destinatarie degli interventi della Fondazione». È la presidente Cristiana Fantozzi a dare garanzie rispetto alla volontà di rendere nota l’operazione, non appena sarà conclusa la trattativa legata alla cessione delle azioni di CariCento Spa detenute dalla Fondazione CrCento. E tutto in vista dell’incontro, convocato dal sindaco Toselli e fissato per venerdì alle 18, nella sala del consiglio comunale. Presenti la giunta e i capigruppo, mentre sono invitati i rappresentanti di associazioni di categoria, Comuni limitrofi, ordini professionali e sigle sindacali, per analizzare le implicazioni dell’operazione di vendita delle azioni della Cassa Spa, in termini di futuri assetti, di tutela dei piccoli azionisti e di eventuali implicazioni occupazionali. La Fondazione CariCento ha motivato con una lettera la decisione di non partecipare alla commissione consiliare di venerdì scorso, convocata dal sindaco su mandato del consiglio. «All’unanimità, il consiglio – ha spiegato la presidente Fantozzi per iscritto - col conforto del Collegio dei Revisori, ha ritenuto non accoglibile la richiesta. La Fondazione Caricento è un ente privato con propria autonomia gestionale e statutaria, vigilato dal Ministero dell’economia e delle finanze. È in corso una trattativa privata, e, in questa fase, fino alla sua definizione, non ci è possibile diffondere alcuna informazione in merito ai possibili sviluppi. Per questo è ritenuta inopportuna, e irrituale, la partecipazione a un incontro con un soggetto non legittimato ad intervenire nella trattativa. L’Autorità di vigilanza conviene su tale valutazione».
Poi la Fantozzi, entra nel merito dell’operazione. Se la Cassa dovesse aver presto bisogno di un aumento di capitale, la Fondazione non potrebbe sottoscrivere, il rischio sarebbe di perdere quote ed utili: «Il percorso di dismissione intrapreso – scrive - si prefigge di ridurre i rischi gravanti sul patrimonio Fondazione, a seguito della concentrazione dei propri investimenti».
Obiettivo dichiarato quindi, ‘salvare’ Banca e Fondazione: «Ciò al fine di preservare, per quanto possibile, la capacità d’intervento a favore del territorio e dei settori di riferimento, finanziata dai proventi ricavabili dalla corretta gestione del patrimonio. Priorità poi al futuro della banca e dei suoi dipendenti: «Possiamo assicurare che grande attenzione è stata data alla necessità di sviluppo di Caricento per il sostegno dell’economia reale del territorio e, di conseguenza, a dipendenti e soci tutti».(be.ba.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
