Ponte chiuso. Ascom e sindaci: "Pedaggio gratuito in autostrada". Scende in campo anche il Pd
Chiesto un incontro all'Anas: "Non fate pagare il tratto Ferrara Nord-Occhiobello". Preoccupazione per i tempi: "Cantieri su tre turni per procedere più velocemente. Oppure sensi unici alternati"
La preoccupazione per i contraccolpi sull’economia, la richiesta di un incontro con Anas per studiare soluzioni più “soft” (come la circolazione a senso unico alternato) e le proposta di rendere gratuito il pedaggio autostradale nella tratta Ferrara Nord-Occhiobello e di organizzare il cantiere su tre turni per evitare una dilatazione dei tempi.
Dopo Confesercenti, anche Ascom Confcommercio di Ferrara e i sindaci di diversi Comuni del Polesine intervengono sull’annunciata chiusura del ponte sul Po, a partire dal 18 maggio e per quattro mesi, per lavori di ristrutturazione. Il caso entra anche in consiglio comunale, con una mozione targata Pd che sollecita la Giunta ad attivare Regione, Prefettura e Ministero dei Trasporti per mettere in campo azioni nei confronti di Anas per limitare i disagi: non solo pedaggio gratuito e garanzie sui tempi, ma anche la salvaguardia del transito ciclopedonale e la permanenza del servizio di trasporto pubblico locale «i cui eventuali costi aggiuntivi dovuti all'aumento dei km di percorrenza non dovranno ricadere sul bilancio degli enti locali».
«Una strozzatura improponibile - tuona l’Ascom - È urgente avviare un contatto e un confronto diretto con Anas con il supporto dei Comuni coinvolti per ovviare a una situazione che mette in grave difficoltà i pendolari, le imprese, i trasporti nella zona di confine fra Pontelagoscuro, Barco, Santa Maria Maddalena e Occhiobello».
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Un duro contraccolpo, aggiunge il presidente provinciale di Ascom Ferrara Giulio Felloni - per l’economia di due aree che interagiscono continuamente e profondamente dal punto di vista sociale ed economico. È necessario un intervento di tutela da parte del Comune forte e deciso».
C’è poi il rischio, aggiunge il responsabile di Fai Conftrasporto Giuseppe Montagnese, che i quattro mesi previsti possano dilatarsi. «È necessario fare chiarezza sull’intervento e coinvolgerci, visto che abbiamo saputo la notizia dai mezzi di informazione». E se l’alternativa al Ponte stradale deve essere l’autostrada A13, ribadisce, «tale soluzione non dovrebbe però impattare economicamente su quanti ne facessero uso. Da qui la richiesta «pressante alle istituzioni e all’Anas di evitare un inopportuno pedaggio».
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Si uniscono alla richiesta di rendere gratuito il tratto di A13 Ferrara-Nord-Occhiobello «sia per i privati sia per il trasporto pubblico» anche i sindaci di Occhiobello, Stienta, Gaiba, Pincara, Fiesso e Canaro perché i disagi, sottolineano, finiranno per interessare un’utenza «che va ben oltre quella dei Comuni di Occhiobello e Ferrara», e per un tempo che si teme possa diventare «indefinito». Da Castelmassa partono ogni mattina molti studenti pendolari, ma gli spostamenti per studio o per lavoro riguardano molti altri paesi dell’alto e medio polesine. «Noi sindaci stiamo ricevendo le preoccupazioni allarmate di commercianti, liberi professionisti, ditte di servizi, ristoratori e famiglie che temono ripercussioni pesanti con la chiusura totale del ponte». Conseguenze negative si prospettano, osserva il sindaco Chiarioni, anche per il Comune di Occhiobello che con l’utilizzo alternativo dell’autostrada «si troverà ad assorbire e gestire volumi di traffico e conseguenze sulla vivibilità del contesto urbano non di poco conto».
I sindaci chiedono perciò ad Anas di non procedere con la chiusura totale «ma siano previsti sensi unici alternati che possano smaltire parte della circolazione e che il cantiere si svolga su tre turni di lavoro per non dilatare i tempi dell’intervento».
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