Calano i “primini” meno classi alle elementari
La riduzione delle iscrizioni si fa sentire in tutta la provincia In città il saldo negativo può mettere a rischio i piccoli istituti
Calano le iscrizioni alle primarie ferraresi, e con esse anche le classi di diversi istituti, alcuni dei quali cominciano a temere per la loro stessa sopravvivenza. Il quadro delle iscrizioni scolastiche è ormai completato e i dati sottolineano criticità comuni un po’ a tutto il territorio regionale, il che fa pensare a cause diverse o comunque aggiuntive rispetto a quella ipotizzata a livello locale, cioè l’incidenza del sisma 2012 sulle dinamiche di natalità e magari d’immigrazione.
A livello provinciale sono stati pubblicati sul sito dell’Ufficio scolastico regionale e si riferiscono alla situazione a metà marzo, che tuttavia negli anni scorsi si è sempre avvicinata di molto a quella risultata poi definitiva (nel 2016, ad esempio, la differenza è stata di una decina di unità). A Ferrara nella scuola primaria stata e paritaria si sono iscritti 2.384 bambini alla prima classe per il 2018-19, il dato più basso in regione dopo Piacenza. Il grosso s’inserirà nella formula 27 ore settimanali, che raccoglie 1.206 iscritti, a fronte di 937 famiglie orientate per il tempo pieno: un dato, quest’ultimo, decisamente al di sotto della media regionale. Poco rilevante, in rapporto alle altre province, il peso delle scuole paritarie, che raccolgono le iscrizioni di 30 bambini. Il confronto con le iscrizioni degli anni precedenti è in negativo: dodici mesi fa le iscrizioni totali erano 2.508, oltre cento in più; sostanzialmente invariato, invece, il peso sul totale regionale. In un anno, comunque, in Emilia Romagna si sono perse circa 800 iscrizioni, anche se il calo non è omogeneo a livello territoriale. Modena, ad esempio, mostra più o meno i numeri del 2017, come del resto Rimini, mentre flessioni piuttosto pesanti si sono registrate a Bologna e Forlì.
Questa flessione si ripercuote sulla composizione del totale delle classi delle ex elementari, che si sta ormai completando. Nel comune di Ferrara l’anno prossimo ci saranno 232 classi, 3 in meno rispetto all’anno scorso. Perdono una unità gli istituti comprensivi Govoni e Alda Costa, due il comprensivo Tura. Restano così com’erano Perlasca, Alighieri, Manzi e Don Milani, mentre a guadagnare una classe è la De Pisis. È il caso di sottolineare, tra l’altro, che le primarie degli altri due comuni collegati all’Istituzione scuola di Ferrara, cioè Voghiera e Masi Torello, mantengono lo stesso numero di classi dell’anno precedente, rispettivamente 11 e 5. C’è preoccupazione in relazione alla nuove classi, oltre che per Malborghetto (vedi articolo a fianco), anche per la scuola di Pontegradella, sempre nella zona est della città, mentre ad esempio a Villanova la situazione è diversa. È chiaro comunque che queste flessioni incidono in particolare sugli istituti di paese, meno in grado di altri di compensare deficit d’iscrizioni da parte della comunità locale.
La situazione delle primarie è comunque peculiare, perché negli ordini scolastici “confinanti” non si registrano grandi variazioni da un anno all’altro. Confermano 129 classi le secondarie cittadine di primo grado, ex medie, con un solo spostamento sulla “scacchiera” degli istituti (dal Perlasca al Govoni). Pure gli asili comunali mantengono le 18 sezioni dell’anno precedente, senza variazioni nemmeno nella composizione.
Stefano Ciervo
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