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«Ciao caro dottor Pepita E grazie per i tuoi sorrisi»

«Ciao caro dottor Pepita E grazie per i tuoi sorrisi»

Ieri l’ultimo saluto a Franco Borghetti, tra commozione e nasi colorati da clown Il ricordo di chi lo conosceva: «Eri un maestro di vita, ci hai dato forza e amore» 

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Fra lacrime e sorrisi, ricordi lieti e la tristezza del distacco ieri in una chiesa di Santo Spirito affollata di gente è stato dato l'ultimo saluto a Franco Borghetti, il clown Pepita che ha rallegrato i momenti difficili di tanti bambini ricoverati in ospedale, ma anche fatto sorridere e riflettere quelli di tante scuole primarie.

Lo hanno ricordato i volontari del Darmich Clown il gruppo che insieme a lui si è adoperato per dare speranza e gioia, e ognuno ha voluto raccontare la propria esperienza, come ha iniziato trainato da Franco in un'avventura insolita per molti ma a cui nessuno ha voluto più rinunciare. «Sei stato un maestro di vita! Ci hai dato tanta forza, fiducia e amore mi mancherai moltissimo!" ." Eri di poche parole , ma per te parlava il cuore!" "Il tuo spirito d'amore era libero, pieno di gioia, grazie a te e alla tua bella famiglia!" " Mi dicevi spesso: Ma è più quello che abbiamo dato o quello che abbiamo ricevuto...». Qualcuno torna indietro nel tempo, a quelle esperienze fatte insieme nella lontana India, come il comico di Zelig Giovanni Cinelli appositamente venuto per salutare Franco e ringraziarlo per averlo coinvolto la prima volta proprio in un orfanotrofio indiano dove nonostante la lingua erano sufficienti gesti e colori dei loro costumi a rallegrare i piccoli spettatori. Altri, invece, hanno tirato fuori il tradizionale nasino rosso che hanno i clown e se lo mettono ricordando che per Franco, quel naso, così tondo, era il simbolo della terra e dei maestri orientali a cui era tanto legato. Lo hanno salutato anche le insegnanti delle scuole elementari Doro, le volontarie della Biblioteca Blu dell'ospedale di Cona, Nespola, Nocciolina e Girasole, la vicina di casa di via Ghisiglieri che lo conobbe nel 1984 quando andò ad abitare in quella strada trovando un amico vero; e poi ancora amici che hanno riportato il pensiero di chi lontano non poteva essere presente ma non ha mai dimenticato Franco.

Dopo ogni intervento un lungo applauso, fino alle parole di don Francesco che ha concelebrato con don Andrea e commentando il Vangelo ha paragonato il masso che ricopriva la tomba di Gesù alla nostra vita: «Ma la pietra era già stata rimossa - ha ricordato il sacerdote - e anche quella che oggi ci ha colpito così duramente, è possibile spostarla come ha fatto Franco che è riuscito a farci sorridere e a dare un po' di serenità agli ammalati». Ed ecco apparire uno striscione con le parole: «Ciò che si conquista con un sorriso rimane per sempre», una frase ripetuta da tutti i presenti per un ultimo saluto. Infine le parole di ringraziamento della moglie Maria Luisa provata dai lunghi mesi di sofferenza di Franco e quando la bara che esce dalla chiesa, il lancio dei palloncini e di un grande cuore rosso con scritto «Grazie per i tuoi sorrisi».

Margherita Goberti

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