Cibo donato finiva in mensa Il Banco non sarà parte civile
Parte il processo e viene subito rinviato in attesa del nuovo giudice che lo dovrà trattare, in arrivo a Ferrara: è stato fissato al 26 ottobre prossimo il processo per la gestione irregolare dei...
Parte il processo e viene subito rinviato in attesa del nuovo giudice che lo dovrà trattare, in arrivo a Ferrara: è stato fissato al 26 ottobre prossimo il processo per la gestione irregolare dei cibi donati dal Banco Alimentare e poi usati nell’asilo di Contrapo, che vede imputati per appropriazione indebita il responsabile dell'asilo, il parroco di Contrapo, don Alberto Campi e la direttrice della struttura (di allora, nonchè insegnante), Paola Tosi. Ieri mattina, dopo le questioni preliminari, il rinvio ad ottobre ma soprattutto si è stilata la lista dei testimoni che sfileranno all’ udienza, i primi testi dell’accusa. Da sottolineare il fatto che nessuno dei presunti danneggiati si sono costituiti parte civile. Il Banco Alimentare in primis che dal punto di vista formale sarebbe il danneggiato. Perchè come si ricorda l’accusa che viene mossa da procura e carabinieri è quella di aver utilizzato all’interno dell’asilo cibi vari donati dal Banco Alimentare, senza averne l’autorizzazione. Cibi che sarebbero dovuti esser dati in beneficenza e che invece - secondo l'accusa - venivano dati poi ai bambini dell’asilo, dietro il pagamento dei pasti. Una interpretazione d’accusa che è sempre stata respinta da don Campi e dalla gestione dell’asilo: i cibi del Banco Alimentare venivano usati hanno sempre spiegato legali e imputati per permettere di non pagare cifre più alte soprattutto alle famiglie più in difficoltà. «Per quanto ci riguarda abbiamo già risolto tutto - aveva spiegato don Campi alla Nuova Ferrara - ora chiariremo tutto anche in tribunale».
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