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Edilizia, crescono le ditte del mercato illegale

Edilizia, crescono le ditte del mercato illegale

I sindacati: non si iscrivono alla Cassa edile e aggirano i contratti di lavoro Così sfuggono più facilmente ai controlli e prevalgono con la concorrenza sleale  

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Aumentano le imprese attive nei cantieri della provincia sconosciute alla Cassa edile: non si iscrivono all’ente bilaterale, un modo per eludere più facilmente i paletti della legalità. Così come troppo spesso ai dipendenti delle ditte subappaltanti viene applicato non il contratto nazionale di lavoro dell’edilizia, bensì quelli dei settori più disparati, dalla logistica ai multiservizi, fino alla floro-vivaistica. Tutti meno onerosi per le aziende e il risultato è di portare a una diminuzione dei salari mediamente del 10%, oltre che a peggiorare le condizioni di sicurezza in cui gli addetti operano. A denunciare questa tendenza preoccupante sono i sindacati Fillea-Cgil, Filca-Cisl e Feneal-Uil.

«Nei cantieri si stanno verificando alcuni comportamenti sempre più frequenti: tra questi l’abuso nell’utilizzo di forme di lavoro autonomo, che in realtà nascondono lavoro di tipo più subordinato. Poi c’è l’aumento degli infortuni, che abbiamo fatto presente in prefettura: il fatto è che l’applicazione dei contratti edili prevede corsi di formazione obbligatori sulla sicurezza prima di entrare in cantiere e continui aggiornamenti. Corsi che invece che non sono previsti in caso di altri tipi di contratto», sostengono Luca Liguori (Cgil), Corrado Pola (Cisl) e Carlo Rivetti (Uil).

Tutto questo, secondo i sindacalisti, configura anche «un dumping sleale tra le imprese che rispettano le normative e quelle che vivono ai confini dell’illegalità. Spesso il confronto si risolve a favore di queste ultime, che avendo meno costi presentano preventivi più bassi e si aggiudicano i lavori». E i controlli da parte degli enti preposti? Zoppicano. «L’Ispettorato del Lavoro – dicono i sindacati - è competente per ciò che riguarda la regolarità dei cantieri. Purtroppo negli ultimi tempi i controlli si sono ridotti di un terzo, anche per via della scarsità degli operatori. E c’è da aggiungere che le ispezioni dovrebbero essere tempestive per poter essere efficaci. Tante carenze ci sono anche sul versante Inps, competente dal lato dell’applicazione dei contratti di lavoro nazionali». Intanto nella nostra provincia si aspetta il rinnovo del contratto integrativo: novità potrebbero arrivare da un incontro tra sindacati dei lavoratori e associazioni datoriali fissato per la prossima settimana.

Fabio Terminali

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