In arrivo nuove grane I Nas nella casa famiglia
Ospital Monacale, ieri c’è stata la seconda ispezione dei carabinieri a villa Lervini Dopo l’ordinanza un altro controllo. L’assessore Pamini: aspettiamo i verbali
OSPITAL MONACALE. Sembra proprio non esserci pace per la cooperativa Albachiara, che gestisce alcune case famiglia a Ospital Monacale, fra cui quella che si trova nella splendida villa Lervini, alla periferia della frazione argentana. La vicenda risale ai primi di questo mese, quando il Comune pubblicò un’ordinanza nella quale veniva dato un mese di tempo alla cooperativa per mettersi in regola, altrimenti non avrebbero più potuto ospitare gli anziani. Nei giorni successivi sono arrivate le accuse ai vertici della cooperativa da parte di alcune ex dipendenti e socie, ma la presidente Alessandra Fini ha spiegato che gli intoppi sono solamente di natura burocratica «e che lunedì 26 marzo completeremo la documentazione per essere in regola. Si tratta solo di alcune operazioni necessarie che non sono state effettuate da chi ha gestito in precedenza la cooperativa e all’ispezione dell’Asl tali mancanze sono venute a galla. Ma ci metteremo in regola».
Ma, evidentemente, qualcosa che non va c’è, visto che nei giorni scorsi c’è stato un controllo dei Nas di Bologna (allertati dai carabinieri della compagnia di Portomaggiore) e ieri mezzogiorno i militari si sono ripresentati a villa Lervini. Difficile sapere con certezza quale sia il problema: il presidente Fini ieri pomeriggio non ha voluto parlare con i giornali, mentre l’assessore alla sanità e ai servizi sociali del Comune di Argenta, Samuela Pamini, si è limitata a dirci: «Al momento sappiamo nulla. Aspettiamo i verbali. Siamo in contatto con i carabinieri ma oggi (ieri, ndr) abbiamo assistito solamente all’ultima parte dell’ispezione dei Nas».
Sembrano escluse segnalazioni di maltrattamenti agli anziani, ma lo stesso non vale per carenze igieniche e nel trattamento alimentare agli anziani, come denunciato da alcune ex dipendenti agli stessi carabinieri della compagnia portuense. E non è tutto, nel periodo che va dallo scorso autunno ai primi mesi di quest’anno sono rimaste a casa diverse dipendenti (inquadrate come socie della stessa cooperativa), le quali si sono rivolte all’Ispettorato del lavoro per denunciare il mancato pagamento di alcuni mesi di stipendio».
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