«Più controlli sui negozi etnici»
Naomo Lodi (lega) chiede un confronto tra assessore Serra e commercianti
«Si tratta di concorrenza con i nostri commercianti o i negozi etnici non sono neppure in regola con le comuni regole igieniche e di tassazione?»: se lo chiede Naomo Lodi, segretario comunale Lega, specialmente dopo le numerose segnalazioni pervenute dai negozianti.
«Sono andato a verificare di persona – dichiara – ed effettivamente i problemi ci sono: innanzitutto in un centro storico come quello di Ferrara, se ne contano davvero troppi e ci chiediamo perché sia così semplice aprirne uno nuovo». Lodi infatti riferisce che basta digitare sul portale Suap, registrarsi, sbarrare tutte le caselle relative alle condizioni previste, quindi procedere ad una autocertificazione e nel giro di pochi minuti il richiedente riceve l’autorizzazione. «Ma c’è veramente qualcuno che dopo verifica se tutto è in regola? – si chiede ancora Lodi – Perché a noi risultano molti casi in difetto: ad esempio per la mancanza di servizi igienici se non addirittura dell’acqua. E allora, come fanno a lavarsi le mani se non c’è un rubinetto e con quale precauzione toccano frutta e verdura se non usano guanti?». Per Lodi, inoltre la merce viene esposta fuori dal negozio, a contatto con molte fonti di inquinamento e microbi: per via di animali che passano, traffico e gas di scarico. « La situazione - spiega - è molto diversa nei negozi dei nostri commercianti che seguono scrupolosamente gli accorgimenti previsti dalla legge e da quella del buon senso che dovrebbero essere uguali per tutti». E poi anche rilievi sul personale all’interno dei punti vendita: per questi ed altri motivi la Lega chiede un tavolo di consultazione tra l’assessore Serra e le associazioni commerciati, una Commissione di controllo, la possibilità di chiudere chi non è in regola e infine mettere paletti come ha fatto il sindaco Nardella (Pd) a Firenze e non autorizzare nuove aperture.
Margherita Goberti
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