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copparo - il direttivo della cna 

«Tasse alte, burocrazia e viabilità carente ci strozzano»

«Tasse alte, burocrazia e viabilità carente ci strozzano»

COPPARO. Cna è sempre un punto di riferimento per l’imprenditoria copparese. E di imprenditori locali è composto il direttivo di zona dell'organizzazione, un direttivo che ha cose da dire. E che lo...

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COPPARO. Cna è sempre un punto di riferimento per l’imprenditoria copparese. E di imprenditori locali è composto il direttivo di zona dell'organizzazione, un direttivo che ha cose da dire. E che lo fa con puntualità, andando a scegliere i punti preganti del dibattito.

Ad esempio, Paolo Mazzini, titolare di Geostrutture, in zona artigianale a Copparo: «L’indicazione fra le tante che faccio mia è semplice: meno sprechi e meno tasse. Nel nostro paese la piccola e media industria ha una percentuale vicina al 100% del comparto industriale complessivo, ma viene tartassata da un terrificante 65% di tasse sugli utili. Per questo pensiamo, perché è un discorso che è valido praticamente per tutti i componenti del Cna , che la giusta indicazione sia una flat tax. Chiaro che le percentuali che si sentono in campagna elettorale sono forse troppo basse, per partire, ma una flat tax serve, con un'aliquota unica per tutti e su percentuali meno punitive, molto inferiori all'odierno 65%. una scelta di questo tipo renderebbe i lavoratori molto più sereni. E poi servirebbe una minora complicazione totale. Pensate che ci sono delle tassazioni su cui paghiamo sulla base di una valutazione e non su quanto effettivamente prodotto. E poi, se vogliamo sviluppare il discorso, serve una semplificazione dell'accesso al credito».

Anche Thomas Pivanti, di B&P Web, anch’egli di Copparo, punta le luci sulla semplificazione: «Serve veramente meno burocrazia per le imprese. Non è possibile che il 10% del lavoro di un anno vada solo nell'espletare passaggi burocratici. È una lentezza, una spesa in più ed è tempo sottratto alla capacità di lavorare. E questo 10% di tempo in meno, a livello di Pmi è rapportabile ad un 10% di spesa in più. Si fatica ad uscire dal labirinto dei diversi uffici, e le risposte che servono non sempre arrivano, o bisogna andarsele a cercare».

Per ultimo, Claudio Marzola di Marzola spedizioni, il quale parte da una considerazione che appare ovvia, tanto è evidente: «Non si valorizza la viabilità e quindi non si aiuta la comunicazione. Spostare merci e lavoro è un punto fondamentale. Ma se la viabilità non è adeguata diventa un grosso problema. Per esempio, il ponte di Final di Rero, che ha un limite di portata. Per chi ci passava sempre è noto, ma per chi viene per la prima volta o torna dopo un certo lasso di tempo c’è solo l’alternativa della contravvenzione o di arretrare e cercare una strada alternativa. Ma di ponti di Final di Rero, sul territorio, ce ne sono fin troppi. Se poi ci aggiungiamo i pagamenti piuttosto dilatati da parte delle pubbliche amministrazioni, ci si rende conto di quanto sia complicato lavorare con una viabilità non adeguata». (ale.bas.)

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