Vinili e spartiti, il mondo di Pittarello
Appassionato di musica a 360º, dagli strumenti alle incisioni. Le sue collezioni
Il mondo di Fabrizio Pittarello è tutto racchiuso nella sua stanza: stereo, luci e tastiere creano un ambiente magico, dove tutto è musica e sperimentazione.
Come è nata questa passione?
È innata, ma è legata anche alla mia storia familiare, dato che mia mamma ha frequentato una scuola di musica e mio padre ama da sempre vinili e giradischi.
È autodidatta?
Sì, ho iniziato a suonare da bambino con una pianola Bontempi. Oggi possiedo tre tastire grandi e una piccola con le quali mi alleno giornalmente, cercando di scoprire nuovi suoni e impegnandomi in originali improvvisazioni.
Vanta anche straordinarie collezioni, non è vero?
Sì, circa 450 cd musicali e 200 vinili (33 giri e Lp).
Il suo interesse si è, attualmente, spostato verso un nuovo strumento…
L’armonica a bocca con cui accompagno l’esecuzione al piano.
Qual è il suo genere musicale preferito?
Amo la musica a trecentosessanta gradi, dal pop al rock al jazz.
Al Festival di Sanremo: qual è stato il suo brano preferito?
Quelli di Fogli-Facchinetti e dello Stato Sociale. In generale, però, ho riscontrato poca innovazione perché gli arrangiamenti di molte canzoni si assomigliavano: peccato, speravo in un tocco di originalità in più, suoni più elettronici.
Ha mai fatto parte di una band?
Da ragazzino, quando oltre a me al piano, gli altri elementi del gruppo erano chitarra, basso e batteria: i nostri pezzi forti erano le cover degli Eagles e dei Pink Floyd.
L’altra sua grande passione è l’elettronica.
Sì, soprattutto gli impianti audio e hi-fi.
Marina Cazzanti
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
