Il fascino della storia brilla a palazzo Gulinelli
Porte aperte domani e dopodomani a Ferrara al maestoso edificio Dal Salotto Ovale alla Sala Araba, un tuffo nell’architettura e nell’arte
FERRARA. Un paio di giorni fa si è alzato il sipario su uno splendido edificio di Ferrara: palazzo Gulinelli. Come in una rappresentazione teatrale, i pesanti teli che ricoprivano la struttura si sono alzati e il palazzo è tornato a mostrare le sue grazie.
Palazzo Gulinelli, di proprietà dell'Opera Don Cipriano Canonici-Mattei è famoso ai più per aver ospitato per tanti decenni la scuola privata che porta il nome della famiglia stessa, istituto che poi ha dovuto spostare le proprie aule in un'altra sede a causa dei gravi danni subiti durante il terremoto del 2012. Il palazzo sarà visitabile domani e dopodomani, durante le Giornate del Fai di Primavera, dalle 10 alle 18, con ingresso a offerta libera da parte dei visitatori.
Le vicende storiche di questo palazzo presentano diversi motivi d'interesse. L'aspetto attuale risale alla seconda metà dell'Ottocento e risulta essere una fusione di edifici preesistenti del XIV e XIX secolo. La famiglia Conti-Gulinelli, artefice di una grande trasformazione del palazzo durante l'Ottocento, era conosciuta in città per essere all'avanguardia in diversi ambiti culturali: la cultura orientale, il design, le automobili e la cultura britannica. Famosi ebanisti lavorarono alle sale del palazzo, tra cui Carlo Bugatti a cui sarà dedicata una serie di sale al pian terreno.
Dal punto di vista artistico il palazzo presenta una superficie di 3.835 metri quadrati, suddivisi su tre piani ma durante la giornate del Fai sarà possibile visitare solo parte del pianterreno, con lo scalone d'onore, e tutto il primo piano dove sono presenti numerose sale dallo stile particolare.
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Passando dall'imponente scalone d'onore, restaurato grazie al contributo volontario del ferraresi presso la Cassa di Risparmio col progetto post terremoto, si accede al primo piano dove una serie di sale e salette rapiscono subito l'attenzione del visitatore: camini, affreschi e particolari pavimenti lignei, restaurati con materiali dell'epoca e pazienza certosina, si susseguono fino al famoso Salotto Ovale (restaurato con i fondi del Fai) dove si possono ammirare splendidi affreschi floreali accompagnati da animali colorati e grifoni.
La sala più eccentrica e particolare di tutto il palazzo è certamente la Sala Araba, voluta alla fine del XIX secolo da Giovanni Gulinelli, grande amante della cultura araba e berbera, che volle creare nel suo palazzo una sala in puro stile arabo con intagli lignei, scritte arabe e colori della cultura al di là del Mediterraneo.
Angelo Artioli, vice direttore dell'opera Don Cipriano Canici Mattei, spiega alcuni dettagli del restauro: «Il palazzo aveva subito pesanti danni, parte del soffitto della Sala Araba era crollato, il complesso sistema ottocentesco di aerazione era completamente fuori uso e crepe erano comparsi su numerosi affreschi. Nel 2015 sono partiti i lavori e con grande sorpresa siamo venuti a conoscenza di affreschi che erano stati nascosti sotto mani di vernice per diversi secoli, parte della struttura originaria del palazzo risalente al XIV secolo tra cui una serie di piccole finestre che ci fanno capire gli ampliamenti che si sono susseguiti nel corso del tempo».
Il restauro del giardino «è invece ancora da organizzare e - ricorda Artioli - ci vorrà ancora almeno un anno per vederlo ultimato. La scuola è stata chiusa a causa dei danni del terremoto, ma sono felice di annunciare che da settembre il primo piano sarà di nuovo utilizzato dai ragazzi della scuola Smiling mentre l'ultimo piano verrà trasformato in una foresteria con un terrazzo con prato calpestabile».
Giulia Paratelli
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