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Arrivano le telecamere Sei guardie licenziate

Arrivano le telecamere Sei guardie licenziate

Poggio Renatico, Snam adotta la videosorveglianza nell’impianto Personale in esubero per la società incaricata della sicurezza. L’Ugl attacca

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POGGIO RENATICO. Sei dipendenti della Securpol in servizio all’impianto Snam di Poggio Renatico saranno licenziati il 10 aprile. A comunicarlo è lo stesso istituto di vigilanza, precisando che il personale attualmente in servizio pomeridiano e notturno all’impianto Snam di compressione del metanodotto di Poggio Renatico risulterebbe «in esubero e non collocabile diversamente in altro incarico». Una decisione che ha incontrato la ferma condanna dell’Ugl, che annuncia la proclamazione dello stato di agitazione e si dice pronto a convocare il tavolo prefettizio per coinvolgere organismi terzi e far tornare l'azienda sui suoi passi. Le lettere inviate da Securpol, un istituto di Vigilanza privata che opera da anni a Ferrara e provincia, sono state inviate in questi giorni alle sei guardie giurate.

All’origine dell’interruzione del rapporto di lavoro, secondo Securpol, un cambio di appalto della Snam con l’adozione di un sistema di videosorveglianza al posto delle guardie giurate. Durissima l’opposizione dell’Ugl di Ferrara che, con un comunicato unitario diramato dalla segreteria territoriale e dalla segreteria di categoria Vigilanza Privata/Guardie giurate, annuncia che impugnerà in ogni sede il provvedimento.

«A nostro parere la Securpol ha preso la palla al balzo della situazione in Snam annunciando il licenziamento del personale, guarda caso iscritto al nostro sindacato. Una misura a nostro parere ritorsiva e punitiva, in considerazione del fatto che l'Ugl s'è dimostrato l'unico sindacato, fra tutte le sigle confederali, capace di lottare in difesa dei diritti dei lavoratori a cominciare dalle iniziative che abbiamo intrapreso per il recupero degli stipendi non erogati ai dipendenti», si legge nella nota.

Il sindacato contesta la scelta drastica dell’istituto di vigilanza di non ricollocare i sei dipendenti, considerato che «potrebbe assumere personale ed è tuttora sotto organico» e stigmatizza «la procedura irrituale dell'annuncio dei licenziamenti che non ha visto il coinvolgimento dei sindacati».

Da qui lo stato di agitazione e la richiesta di convocare un tavolo in Prefettura e la promessa di avversare i licenziamento «con ogni mezzo lecito e in ogni sede. La battaglia per far valere i diritti dei lavoratori è appena iniziata».



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