Il ponte chiuso, che guaio «Almeno il senso alterno»
La forte preoccupazione degli abitanti delle due sponde del fiume Po per i lavori I commercianti: «No allo stop totale del traffico, per noi sarebbe penalizzante»
Mancano poco meno di due mesi all’inizio dei lavori per la ristrutturazione del ponte sul fiume Po, che collega la ferrarese Pontelagoscuro e la rodigina Santa Maria Maddalena. Eppure, gli animi di chi, a poche decine di metri dalle due sponde, soprattutto gli animi dei commercianti e, più in generale, di chi usa quel ponte per lavorare, sono già surriscaldati. Il 18 maggio è ancora relativamente lontano, ma fa già paura. E, soprattutto, preoccupa.
Ieri la Nuova Ferrara ha fatto un viaggio tra questi involontari protagonisti. «Quattro mesi di chiusura sono una eternità - dice Giuseppe Iuculano, titolare della macelleria di Pontelagoscuro , - , almeno ci concedano il senso unico alternato, senza la chiusura totale del ponte. Pensi che il 70% dei miei clienti viene da Santa Maria Maddalena. Sono clienti affezionati ai quali piacciono i miei prodotti. Io sono sicuro - prosegue il giovane imprenditore - che avrò ripercussioni molto negative sui miei guadagni».
Marzia Dalan è l’edicolante. Anche per lei (la sua edicola si trova a 50 metri dalla sponda del Po) la scelta migliore sarebbe quella di regolare «un senso unico alternato, almeno la vita proseguirebbe. Altrimenti la situazione si preannuncia veramente grave, gravissima».
Nel forno Artioli troviamo Davide, il titolare. Davide Artioli ha una idea diversa: «La cosa più intelligente - spiega - andava fatta prima, e cioè costruire un ponte sostitutivo, come vedo fare in tutto il mondo. Possibile che, con le tecniche all’avanguardia che ci sono al giorno d’oggi, non si riesca a costruire un ponte, diciamo, alternativo?».
Percorriamo allora questo ponte (divenuto dei sospiri e delle preoccupazioni) e arriviamo a Santa Maria Maddalena, frazione di Occhiobello, pieno Polesine.
Emanuela Solera è la titolare di un outlet, specializzato nel settore dell’intimo, un bel negozio che porta il suo nome: «Ponte chiuso o senso alterno? Non ho dubbi - dice serenamente Emanuela - , senso alterno! Io sono tra coloro che avranno questo grosso problema in quanto abito a Ferrara, mentre le mie due commesse risiedono in zona e per fortuna non avranno questo pensiero. Credo che diventerà un grande guaio, questo del ponte. Spero che i nostri amministratori riescano ad individuare l’opzione migliore».
Un’altra giovane imprenditrice è Maria Chiara Malavasi. La sua tabaccheria/ricevitoria/profumeria è, tra l’altro, un pezzo di storia di Santa Maria Maddalena: «Guardi - ci dice subito appena entrati nel suo negozio -, queste sono le fotografie della festa in occasione dei 50 anni della nostra attività. Il ponte? Sono molto in ansia per quanto accadrà - dice Maria Chiara - , e lo è anche mio marito. Possibile che si debba bloccare praticamente la vita di due comunità? Comunque, nella peggiore delle ipotesi, “voto” per il senso alternato, almeno si potrà passare, seppur molto lentamente».
La grazia delle bomboniere che riempiono il suo bel negozietto fa a pugni con l’ansia e le preoccupazioni che stanno invadendo la testa di chi risiede da queste parti: «Almeno ci consentano di percorrere il ponte a senso alterno - sottolinea Edda Sinigaglia - , altrimenti qui siamo destinati ad avere ancora più problemi».
A parlare con i diretti interessati, insomma, sembra che quel fatidico 18 maggio sia già dietro l’angolo.
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