Unife, iscritti record Lezioni in streaming e aule stracolme
Biotecnologie, le matricole raccontano sogni e problemi «Bene il piano studi, ma manca il rapporto diretto coi prof»
Da mesi ormai si parla a Ferrara del boom delle matricole all’università: il nostro Ateneo è quello che più di tutti in Italia ha registrato un incremento di nuovi iscritti, con un sostanziale raddoppio di matricole. Con conseguenze e ripercussione non solo sull’assetto universitario, ma anche sull’intera città. Gli esempi, in questi mesi, non sono mancati, a cominciare dalla disperata ricerca degli studenti di un alloggio.
Gli affitti delle case sono esponenzialmente saliti, si dice che molti ragazzi sono rimasti a dormire in bed and breakfast e ostelli per i primi periodi nel tentativo di cercare una stanza e che le lezioni sono spesso sovrappopolate.
Come vivono questa situazione gli studenti stessi? Dopo l’annuncio del rettore, Giorgio Zauli, della sua volontà di eliminare tra qualche anno il numero chiuso anche a medicina sembra interessante andare a capire come vivono la quotidianità gli studenti dell’ateneo ferrarese.
La facoltà di Biotecnologie fa la parte del leone in questa classifica passando dai 71 iscritti dell’anno scorso agli oltre 1.800 attuali. All’interno del Dipartimento di Matematica in via Machiavelli si svolgono le lezioni dove tra schermi e telecamere si possono seguire i programmi da diverse aule in contemporanea.
«Il piano di studi mi piace e seguo sempre le lezioni quando sono in città» afferma Alice Migliaro, iscritta al primo anno, originaria di Agropoli, provincia di Salerno. «Ho deciso di trasferirmi a Ferrara perché i miei nonni hanno una piccola casa fuori città a quindi ho potuto abbattere i costi di affitto andando a vivere direttamente nella loro casa. A convincermi del tutto è stato il parere di una mia amica che si è laureata qualche anno fa proprio in biotecnologie a Ferrara che mi ha confermato la validità del piano di studi. Ammetto di essere un po’ una mosca bianca perché avevo deciso di frequentare questa facoltà prima di sapere dell’eliminazione del numero chiuso».
Affermazione che riceve subito conferma da un suo compagno, Federico Fiorillo di Casoria, in provincia di Napoli: «Ero indeciso tra Biotecnologie a Ferrara e Medicina alla Federico II di Napoli, ma quando ho saputo che avevano eliminato il test d’ingresso ho deciso per Ferrara. Però vorrei che ci fosse il professore in aula perché seguire le lezioni in streaming a volte rende le cose un po’ più complicate».
Questa è la particolarità che si nota subito entrando in Facoltà: gli ambienti della piccola sede di Matematica (sette aule e una grande aula magna) sono totalmente occupati da studenti di Biotecnologia. In tutte le aule viene trasmessa in diretta la lezione del professore che parla da una sola stanza, mentre i ragazzi nelle altre aule prendono appunti seguendo le slide proiettate e guardando il professore su uno schermo.
«C'è anche la possibilità di seguire le lezioni da casa, in streaming sul sito della Facoltà ma quando sono a Ferrara vengo sempre per interagire coi compagni, passarsi gli appunti e scambiarsi le opinioni», continua Veronica Ranieri, originaria da San Remo (Imperia) che ha deciso di venire a Ferrara dopo non aver passato il test per entrare nel Corpo dei Carabinieri.
Valentina Friz, della provincia di Trento, invece, ha scelto Biotecnologie per volontà e convinzione: «dopo il primo mese di lezioni seguite in streaming da Trento mi sono trasferita a Ferrara, mi trovo bene e seguo tutto di persona. L’unica pecca la trovo negli esami, ovviamente sono tutti scritti per questioni di tempo e si fanno davanti al computer, con risposte a scelta multipla. Per alcuni esami vorrei mostrare il procedimento passo passo perché magari è facile fare un errore di distrazione quando invece il procedimento in sé lo si è svolto bene».
Giorgia Saraceno e Laura Cavazzuti sono entrambe originarie di Siracusa, si mostrano complessivamente contente della loro scelta e affermano: «L’unico problema è la difficoltà a parlare direttamente con i professori, per comunicare con loro le nostre domande o i nostri dubbi dobbiamo scrivere una mail o andare a ricevimento. I tempi di risposta un po’ si allungano ma quando abbiamo chiesto chiarimenti abbiamo sempre trovato piena disponibilità da parte dei docenti».
Giulia Paratelli
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
