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Ferrara

Casa e lavoro separati dal fiume: i pendolari frontalieri sono 6.500

Per capire l’importanza che riveste il ponte stradale di collegamento tra la sponda veneta ed emiliana tra Santa Maria Maddalena e Pontelagoscuro, basta dare un’occhiata ai dato forniti nel 2017 dal...

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Per capire l’importanza che riveste il ponte stradale di collegamento tra la sponda veneta ed emiliana tra Santa Maria Maddalena e Pontelagoscuro, basta dare un’occhiata ai dato forniti nel 2017 dal gruppo Cias che ha analizzato i flussi del pendolarismo dei dipendenti privati costretti a spostarsi per ragioni di lavoro da una provincia all’altra.

In base all’indagine condotta per conto della Camera di Commercio di Ferrara, sono 4.300 i lavoratori che dalla vicina provincia di Rovigo si spostano quotidianamente a Ferrara e molti dei quali sfruttano il ponte di Santa Maria Maddalena per andare a Ferrara. Viceversa, sono stati calcolati 2.200 lavoratori pendolari ferraresi che si spostano da Ferrara per raggiungere Rovigo e i suoi comuni limitrofi all’interno della provincia.

Un saldo di mobilità positivo per Ferrara ma che conferma come quel ponti rappresenta uno strumento fondamentale sia per chi deve andare a in veneto sia per chi si deve spostare a Ferrara per raggiungere il posto di lavoro.

In base all’indagine del Cias sui ferraresi che si spostano da Ferrara per raggiungere la sede lavorativa nel polesine, la maggioranza è impiegata nel settore dei servizi (680), ci sono 190 lavoratori dipendenti impiegati nel settore agroalimentare, 230 occupati nell’attività metalmeccanica, per le altre industrie 470 addetti, sono poi 140 nel settore delle costruzioni, 310 nell’attività del commercio e 160 in quelle legate al turismo.

Se oltre ai lavoratori dipendenti delle aziende sommiamo quelli che lavorano nel pubblico impiego e anche quelli che pur avendo sede di lavoro e residenza nello stesso centro sono costretti per la tipicità della professione a spostarsi tra Ferrara e i centri del polesine per attraversare il ponte sulla statale 16, il numero dei soli lavoratori si estende ulteriormente. Senza contare l’utenza scolastica che ogni giorni vede alcune centinaia di ragazzi spostarsi con pullman, autobus o auto dal Polesine verso Ferrara.

Non va dimenticato l’importante contributo dato ai trasferimenti da una parte all’altra delle sponde del fiume dato dal settore medico. Sono molti i polesani che si spostano a Ferrara per visite mediche specialistiche, ma sono anche altrettanti numerosi i ferraresi che si spostano dalla città per raggiungere la clinica di Santa Maria Maddalena o i vari ambulatori specializzati che hanno aperto nel paese.

Si tratta di un mole consistente di persone che usano per lo più l’auto o il bus per spostarsi attraversando il Po, utilizzando proprio quel ponte.

Queste persone quindi non potranno più attraversare il ponte durante il periodo di ristrutturazione e la maggioranza utilizzerà la vina autostrada A13, con un conseguente vertiginoso aumento dell’utenza che ha già fato scattare l’allerta alle autorità preposte di controllo della viabilità stradale in primis la polizia autostradale di Altedo che ha il controllo del territorio.

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