I bersaglieri riescono ad emozionare e Argenta applaude
Ieri prima parte del raduno regionale che entra oggi nel vivo Omaggio ai Caduti e don Bresciani invita alla riflessione
ARGENTA . Un assaggio di quello che sarà oggi il raduno regionale dei bersaglieri, si è avuto ieri pomeriggio. Una vera e propria full immersion che ha toccato le corde dell’emozione e non solamente di chi indossava una divisa con tanto di cappello piumato ma anche per quelle persone che hanno voluto vivere in prima fila le prime battute di questo raduno regionale dell’Emilia Romagna fatto in occasione del Centenario della Grande Guerra. Il tutto è iniziato con estrema puntualità, con un ammassamento - come viene definita l’adunata fra i bersaglieri - in via Aldo Moro per rendere gli onori a chi non c’è più. A quei Caduti di tutte le guerre che hanno dato la vita per la Patria e di certo, i militari piumati del generale Alessandro Lamarmora, ne sanno qualche cosa. A presenziare questo momento importante, era presente il presidente nazionale dell’associazione bersaglieri, Ottavio Renzi con il suo vice Daniele Carozzi, mentre per l’amministrazione comunale, il sindaco Antonio Fiorentini e il suo vice Andrea Baldini. A rappresentare i militari in servizio, invece, il più elevato in grado era il comandante della compagnia dei carabinieri di Portomaggiore, il maggiore Marco Uguzzoni.
E’ bastato che Gabriele Strozzi, cerimoniere e primo organizzatore dell’evento, tuonasse «Onore ai Caduti», che tutti e indipendentemente dell’età, scattassero sull’attenti. Lo hanno fatto i bersaglieri giunti da Bosco Mesola, da Comacchio, Copparo, Alto ferrarese, Piove di Sacco, Pordenone e così pure le rappresentanze delle associazione della Marina militare e carabinieri. Un invito a riconoscere sotto le note del silenzio, il ruolo che hanno avuto quei giovani militari caduti sul fronte o su altri scenari bellici. Fra il pubblico c’è anche Francesco, un bimbo che porta in testa il cappello del nonno: ne è fiero anche lui.
La manifestazione, si è poi spostata in piazza Garibaldi e lungo via Matteotti, la fanfara ha dato sfoggio della sonorità di trombe, flicorni e bombardini. In piazza, c’è un primo assaggio del concerto: ed è subito festa. La gente applaude e loro, i bersaglieri, indipendentemente dall’età, non aspettavano altro che la fanfara intonasse la loro marcetta che la corsa attorno la piazza è stata salutata con grande entusiasmo. Più raccolta la cerimonia in chiesa col parroco don Fulvio Bresciani, il quale, oltre a confessare di aver fatto il militare, soffermandosi poi sul vangelo, ha invitato tutti a non essere superficiali ma ad incentivare l’approfondimento.
Giorgio Carnaroli
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