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Il riso della Cambogia insidia quello italiano Indagine a Bruxelles

Il riso della Cambogia insidia quello italiano Indagine a Bruxelles

Confagricoltura: «Passo importante, i prezzi crollano» Coldiretti: «A rischio il futuro di migliaia di risicoltori»

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Confagricoltura esprime soddisfazione per la decisione della Commissione Europea di varare il provvedimento con cui si dà avvio all’indagine per valutare le conseguenze delle esenzioni dei dazi per le importazioni di riso da Cambogia e Myanmar.

Parte dunque l’iter per l’attivazione della clausola di salvaguardia e la sospensione delle agevolazioni tariffarie, come richiesto dal Governo italiano e fortemente sostenuto da Confagricoltura, la quale confida che l’indagine europea confermi quanto è stato denunciato sui contraccolpi che le agevolazioni hanno determinato direttamente ed indirettamente sui produttori.

La quota di mercato del riso semilavorato e lavorato detenuto dalla Cambogia è passato dal 8% al 41%, e sono già nove le varietà di Basmati importate dall’India mentre si sta valutando l’allargamento di questa lista. L’effetto delle importazioni ha determinato un abbattimento del 40% della produzione e delle vendite di riso Indica a livello europeo negli ultimi cinque anni.

Intanto le quotazioni del prodotto nazionale, a seguito della concorrenza del prodotto importato nonché dello squilibrio di mercato negli investimenti, sono crollate.

L'iter per bloccare le importazioni selvagge passa attraverso una complessa procedura che durerà almeno sino a tutto maggio prossimo. Tutto ciò ha avuto inevitabili ripercussioni sulla redditività dei risicoltori italiani, principali produttori di riso a livello europeo, e sul livello di occupazione nel comparto. Ciò in quanto il livello dei prezzi delle importazioni si colloca al di sotto del costo di produzione del riso di origine europea, comportando l'impossibilità per l'industria risiera di competere “ad armi pari” con i produttori esportatori cambogiani.

Anche Coldiretti esprime soddisfazione per l’avviso di apertura dell'inchiesta di salvaguardia relativa alle importazioni di riso. «Un passo importante – sottolinea la Coldiretti - nei confronti dell’invasione da Paesi come la Cambogia da dove sono triplicate nell’ultimo anno le importazioni in Italia di riso greggio raccolto anche sui campi della minoranza Rohingya costretta a fuggire a causa della violenta repressione. Un pacco di riso su quattro venduto in Italia contiene prodotto straniero con la produzione asiatica che rappresenta circa la metà del riso importato in Italia». Non c’è dunque tempo da perdere per salvare la risicoltura italiana da una situazione in cui nell’ultimo anno i prezzi riconosciuti agli agricoltori italiani hanno fatto registrare contrazioni consistenti per le principali varietà di riso che vanno dal -58 % per l’Arborio al -57 % per il Carnaroli, dal -41 % per il Roma al -37% per il Vialone Nano. Non è accettabile che l’Unione Europea continui a favorire con le importazioni lo sfruttamento e la violazione dei diritti umani. Bisogna fare presto – precisa Coldiretti - per chiudere l’inchiesta e attivare la clausola di salvaguardia per affrontare concretamente una crisi che già da troppo tempo compromette il futuro di migliaia di risicoltori».

Andrea Tebaldi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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