Killer degli alberi, controlli a tappeto
Portomaggiore, i tecnici stanno passando al setaccio tutte le piante per timore che possano cadere
PORTOMAGGIORE. È caccia al killer degli alberi. La notizia che qualcuno a Portomaggiore giri armato di trapano e veleno e faccia fori nei platani per farli morire, ha suscitato non poche reazioni tra i cittadini che si sono messi all’opera per cercare di individuare il o i responsabili. L’appello è arrivato direttamente dal vicesindaco Andrea Baraldi che denunciando la situazione in primo luogo alle forze dell’ordine, ha chiesto la collaborazione da parte di tutti. «Non si può accettare una situazione del genere - ha detto Baraldi - In primo luogo perché le piante non si uccidono, soprattutto se è solo per tornaconto personale. Quindi la nostra paura è legata alla questione sicurezza: stiamo controllando tutti gli alberi perché da un momento all’altro, quello morti, potrebbero cadere e in questo periodo in cui sono senza foglie o germogli non è semplice capire le loro condizioni. I tecnici sono comunque al lavoro e le piante pericolose sono già state segnalate e le stiamo tagliando».
La tecnica è tanto semplice quanto tremenda: vengono fatti dei fori profondi fino ad arrivare nella parte viva del tronco, superando di diversi centimetri la corteccia. Quindi viene iniettata una sostanza chimica che fa morire la pianta. In passato, sempre a Portomaggiore ma a quanto pare anche in diverse altre realtà della provincia, è stato gettato del sale in grande quantità alla base delle piante così da far morire le radici e di conseguenza tutto il resto.
«Stiamo cercando di capire e di prevenire. Verranno dunque aumentati i controlli». Ma perché avvelenare i platani? «Perché magari qualcuno vuole avere un accesso più comodo alla sua proprietà, oppure non vuole che la pianta sporchi. O chissà poi perché visto che una spiegazione plausibile non c’è».
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