La nuova Collegiata. «Ora è più solida luminosa e bella»
Monsignor Guizzardi: presto riaperte altre sei chiese. Un pezzo della croce sommitale in dono all’arcivescovo
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CENTO. «La Basilica Collegiata di San Biagio, luogo di identità profonda della città di Cento, torna a vivere. Da sepolcro, torna a luogo di vita e resurrezione. Soltanto insieme, e attraverso l’amore si vince il male e il terremoto». Una giornata storica per Cento, una giornata di festa e di gioia. A quasi sei anni dagli eventi sismici del 2012 che l’hanno resa inagibile, ieri la Basilica Collegiata di San Biagio ha riaperto le sue porte. «La riapertura - ha sottolineato monsignor Stefano Guizzardi - ha richiesto una grande mole di lavoro, di recupero e restauro, che hanno reso il prezioso chiesa ancor più solida, luminosa e bella. In questi anni, abbiamo capito l’importanza della chiesa, spazio a Dio, per la comunità. Riaperte nel nostro vicariato Argile, Galeazza e Palata, altre verranno presto riaperte, a Pieve di Cento, Corporeno, Penzale, Dosso, Renazzo e Sant’Agostino. Al via i lavori di restauro a San Pietro e alla Beata Vergine della Rocca. Grazie alla sinergia degli enti, un traguardo raggiungo in tempi più brevi».
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In prima fila il sindaco Fabrizio Toselli, il Questore e la Prefettura, una schiera di autorità, forze dell’ordine e di volontariato, e tutta la comunità centese. A presiedere la concelebrazione eucaristica, accompagnata dalla Cappella musicale di San Biagio, l’arcivescovo di Bologna, Matteo Zuppi. «Dobbiamo ricordarci - le sue parole - del terremoto, per essere consapevoli dei tanti terremoti che distruggono e minacciano la vita. Una paura che segna il nostro cuore. Ma c’è anche la speranza, che cresce tra le difficoltà, c’è la forza straordinaria di ricostruire, e guardare avanti, di far rivivere quei luoghi della comunità, come la chiesa, in cui si trovano le nostre radici». Una Collegiata da incanto, nella settimana che anticipa la Pasqua: «E’ un luogo pieno di vita e di luce, in cui vive l’amore, capace di vincere il male. Siete tutti voi, questa comunità a costruire e a ricostruire tutti i giorni la casa del Signore, luogo di speranza». Dall’arcivescovo poi un ricordo rivolto a monsignor Salvatore Baviera, «vera anima spirituale di San Biagio».
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Dopo il restauro i lavori all’interno della Basilica proseguiranno, con adeguamento liturgico del presbiterio e abbattimento delle barriere architettoniche dell’ingresso su via Matteotti. Nell’altare laterale i loculi che raccoglieranno le urne cinerarie di parroci defunti, Girolamo Baruffaldi e Baviera. «Tornare nella nostra Basilica, è come tornare a casa dopo un lungo viaggio - ha detto il sindaco Fabrizio Toselli - Dopo il sisma, sei anni di difficoltà, ma anche di doni che ci hanno unito: il coraggio, la fiducia, la solidarietà e l’altruismo. Come un abbraccio, queste mura rappresentano un punto di riferimento e un’identità per la comunità». Toselli e Alessandro Battaglia, titolare della AhRCos che ha effettuato l’intervento, hanno donato al vescovo il frammento ritrovato del terminale della croce metallica posto in sommità del campanile, andato perduto dopo il sisma, e la medaglia d’onore dalla Città di Cento.
Beatrice Barberini
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