Mensa, sedi e mezzi vecchi Vigili del fuoco in sciopero
Domani assicurati solo gli interventi di soccorso, manifestazione a Bologna «Eliminato un servizio essenziale e serve subito un rinnovo del parco auto»
Il loro lavoro non ha orari fissi, pause prestabilite. Le richieste di intervento al 115 arrivano di continuo, e l’emergenza è quasi la normalità. Disporre di una mensa in Caserma garantisce ai vigili del fuoco la possibilità di trovare pasti pronti, quando c’è la possibilità di pranzare, ma questa garanzia verrà meno con l’eliminazione del servizio, così come stabilito dal nuovo appalto 2018-2020 per la macroarea Emilia Romagna-Lombardia. Una decisione assunta dall’amministrazione regionale «che con un tratto di penna - protestano i vigili del fuoco - e senza la giusta mediazione, ha svenduto il servizio mensa in cambio di un buono pasto elettronico». Anche (ma non solo) per questo motivo i vigili del fuoco domani sciopereranno dalle 10 alle 14, garantendo ovviamente tutte le attività di soccorso.
Una protesta unitaria, indetta a livello regionale in modo unitario da diverse sigle sindacali: Cgil, Cisl, Uil, Usb e Conapo. Ci sarà anche un presidio, a Bologna, davanti ai cancelli della sede regionale di via Aposazza, a cui prenderà parte una delegazione di una decina di vigili del fuoco ferraresi. In tutto, sono circa 35 gli operatori della nostra provincia coinvolti nello sciopero, tra il Comando di Ferrara e i distaccamenti di Cento, Portomaggiore, Codigoro e Comacchio. Lo sciopero arriva al termine di due mesi di stato di agitazione dopo l’annuncio, da parte dell’amministrazione, che il nuovo appalto sulla refezione non avrebbe più previsto la presenza di un cuoco nelle sedi con meno di 15 unità. In sostituzione, il buono pasto: un’alternativa ritenuta inadeguata dai vigili del fuoco per la natura stessa del loro lavoro, dove i tempi per le pause sono tutt’altro che regolari, e per mangiare un boccone (spesso al volo) risulta davvero poco pratico, se non inattuabile, spendere il buono pasto in un esercizio pubblico.
Dopo due mesi di stato di agitazione, una decina di giorni fa l’amministrazione ha fatto sapere che è «impossibile apportare modifiche al servizio previsto in sede di gara» e dunque la mensa non sarà mantenuta.
Da qui la proclamazione dello sciopero con la manifestazione davanti alla sede regionale, chiedendo peraltro a tutto il personale della regione un atto di solidarietà, domani, «astenendosi dalla mensa: sarà allestito un punto di ristoro all’ingresso del Comando di Bologna di via Aposazza». Ma la decisione dei vigili del fuoco di incrociare la braccia include anche altre rivendicazioni. A cominciare dal rinnovo del parco mezzi di soccorso, «che hanno l’età media più alta d’Italia: necessitano mezzi nuovi per garantire un elevato standard di soccorso tecnico urgente sul territorio». In particolare i mezzi ferraresi sono in media vecchi di una ventina d’anni, compresa l’unica autoscala in dotazione a Ferrara. Ma c’è anche la questione della riqualificazione delle sedi di servizio, con la richiesta del ripristino «delle condizioni igienico sanitarie e dei problemi strutturali». C’è bisogno di manutenzione, anche a Ferrara, tra cedimenti degli intonaci e servizi sanitari spesso mal funzionanti.
Ma il braccio di ferro, puntualizza il Comandante provinciale Pietro Di Risio, non coinvolge i vertici ferraresi: «Non mi sento oggetto della protesta - ha dichiarato - la decisione di eliminare la mensa è stata assunta a livello regionale».
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