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«I musei lavorino in sinergia»

«I musei lavorino in sinergia»

L’appello della direttrice Cornelio: collaborazione con Ferrara

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COMACCHIO . Nuovi studi archeologici con il supporto dell’archeobotanica e della geologia, per scoprire nuovi affascinanti tasselli della storia antica del territorio. Ad un anno dall'inaugurazione del museo che custodisce oltre 2mila reperti, che narrano l’evoluzione del Delta dalla preistoria al Medioevo, la sua direttrice Caterina Cornelio lancia alcune, significative anticipazioni. «Non siamo ancora pronti, ma si sta lavorando - ha assicurato Cornelio durante il convegno denominato Paesaggi culturali, che si è svolto sabato a Palazzo Bellini -, per aprire una nuova sala dedicata alla storia dell’ospedale. Si ricordi che sino agli inizi degli anni ’70 l’edificio, progettato da un architetto illuminista, Antonio Foschini, è stato un ospedale, dove la luce intensa che pervade dalle spaziose finestre, è essa stessa una forma terapeutica e sollecita la produzione di serotonina».

Il Museo Delta Antico è un luogo in fermento, attorno al quale ruotano studi che poggiano sulla multidisciplinarietà. «Stiamo lavorando con i geologi - aggiunge la direttrice del Museo Delta Antico -, per far vedere come si è modificata la linea di costa rispetto all'epoca etrusca e a quella romana. Spina era un emporio commerciale importantissimo, ma si è spenta dopo la devastazione subita a metà del III secolo a.C. Sono seguiti altri insediamenti. C'è anche uno studio sul clima in corso, che ci consentirà di verificare l'impatto sui tetti lignei delle case, rispetto ai mutamenti climatici». L'archeobotanica, grazie allo studio di piante fossili rinvenute nei sedimenti e nei reperti portati alla luce, contribuirà a fornire risposte ulteriori su usi, costumi ed alimentazione degli antichi abitanti del territorio. Infine «sarebbe auspicabile che i due musei, Delta Antico e Archeologico Nazionale di Ferrara lavorassero in sinergia». (k.r.)

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