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La tv che fa compagnia e le feste passate insieme

La tv che fa compagnia e le feste passate insieme

Le giornate degli ospiti di due gruppi appartamento raccontate dai gestori Parla un infermiere-manager: spesso ci vengono a trovare anche i bambini

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Sono un’ottantina le case famiglia registrate tra il capoluogo e la provincia. Tutte inquadrate secondo alcune regole fisse: massimo sei persone da seguire, autosufficienti o quasi, con personale dedicato per la cura e l’assistenza della persona, anche - quando serve - per l’aspetto sanitario. Ma come funzionano nel quotidiano? Ecco un paio di esempi raccolti visitando due strutture a Ferrara.

Casa Sant’Antonio, in via Calzolai, a Ferrara è gestita da Francesco Pezzetta che l’ha voluta dedicare al padre prematuramente scomparso ed al santo patrono di Padova. La villa è situata all’interno di un parco accogliente, l’arredo elegante punta evidentemente a creare un ambiente familiare. Francesco, nativo di Gaeta, si è trasferito otto anni fa nel capoluogo estense con al seguito un bagaglio professionale che lo ha certamente aiutato nella decisione di aprire una casa famiglia.

Come infermiere ha lavorato in case di riposo di Ferrara e Rovigo; si è poi specializzato con un master in “coordinamento sanitario“ e per un breve periodo è stato anche direttore di una cooperativa socio–sanitaria accumulando l’esperienza necessaria per compiere il salto. «Dal 2016 – dichiara – ho aperto questa struttura che ospita sei anziani per i quali garantisco personalmente l’assistenza infermieristica, il vitto, l’alloggio in camere singole o doppie, la lavanderia e la nostra cucina. Ognuno di loro ha mantenuto il rapporto col proprio medico curante che viene regolarmente in visita quando lo chiamiamo». Nell’ampio salone, vicino ad un televisore acceso e a un pianoforte a muro, c’è un’operatrice a disposizione dell’utenza.

Qui si volgono le attività ludiche e si celebrano le feste, i compleanni o le ricorrenze tradizionali. «Abbiamo instaurato un ottimo rapporto con la vicina scuola S. Antonio - prosegue Francesco – e spesso i bambini vengono a trovare “i nonni” per recitare poesie o cantare; questo accade sia a Natale che a Pasqua ma anche alla fine dell’anno scolastico o in altre ricorrenze».

Insieme a Francesco sono impegnate altre tre o quattro persone a tempo pieno o part-time per mantenere linda e funzionale la struttura che ha ricevuto la visita - inattesa e superata senza rilievi - dei carabinieri lo scorso 17 agosto. Si trattava di uno dei controlli periodici previsti dalla legge su questo tipo di comunità organizzate. In fondo a via Gramicia, sempre a Ferrara, sono situate due strutture gemelle: “Le Frasche”, ognuna con sei ospiti ciascuna, che appartengono ad una Società srls di Chiara Grillanda. La responsabile della gestione è Emanuela. Furono inaugurate nel 2011, ci lavorano sei dipendenti che si turnano per non lasciare mai soli gli anziani di notte e una operatrice socio-sanitaria che provvede alla cucina. «La tv è sempre accesa perché fa loro molta compagnia – riferisce Emanuela – ma molte cose le decidono insieme, come giocare a carte, uscire per una passeggiata nel giardino, molto fresco specie d’estate, o altre piccole attività decise in tutta libertà. Abbiamo il medico disponibile quando ce n’è bisogno ed un infermiere che viene una volta alla settimana. Non c’è limite di orario per le visite dei familiari. Per Pasqua è in programma una festa che ci riunisce tutti, come a Natale e per i compleanni».

Margherita Goberti



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