Erosione, al via i lavori a Spina
Lavori di somma urgenza con sacchi di sabbia per contenere il mare e protezioni
LIDO SPINA. Prendono il via oggi gli interventi di somma urgenza a difesa del tratto del Lido di Spina, aggredito violentemente la scorsa settimana da una mareggiata. «Per dare una risposta immediata, a seguito dei gravi danni determinati in uno dei tratti più soggetti all’erosione costiera del Lido di Spina - assicura Claudio Miccoli, dirigente regionale del Servizio Tecnico di Bacino Po di Volano e della costa -, la Regione Emilia Romagna ha stanziato risorse di importo attorno ai 200mila euro, con il carattere della somma urgenza. Nell'immediato è necessario riparare l'argine di difesa della costa con sacchi di sabbia, sistemando anche la palificata di protezione». In attesa dell'incontro congiunto tra Regione e Comune, per la presentazione del progetto di complessivo di protezione e gestione sostenibile della costa, convocato per il 3 aprile prossimo, alle ore 10.30 a Comacchio, Miccoli tiene a precisare che quelli al via da oggi al Lido di Spina «sono interventi tampone e non strutturali». C'è attesa da parte di tutti gli operatori dei settori turistico/balneare e della pesca, che da tempo attendevano l'illustrazione del masterplan, anticipato in occasione del primo incontro tenuto in laguna, proprio dall'assessore regionale alla difesa della costa Paola Gazzolo, che ha assicurato la propria presenza il 3 aprile prossimo e dallo stesso Miccoli. «Illustreremo i progetti, finanziati dalla Regione con Fondi Strutturali - aggiunge Miccoli -, per un importo che si aggira sui 500/600mila euro e che interesseranno per primi i lidi Scacchi e Pomposa. Si tratta di interventi con funzione plurima, ovvero funzionali non solo alla difesa della costa, ma anche dell'ambiente complessivo e a favore del ripopolamento delle specie alieutiche». Il progetto di messa in sicurezza pone al centro le barriere frangiflutto, perchè «c'è un problema legato ai varchi tra una barriera e l'altra, ma ci sono anche problemi di quota, di orientamento e dimensione delle barriere». Studi sui cambiamenti climatici hanno consentito di appurare che in passato solo le mareggiate di scirocco costituivano un'insidia, mentre sono sempre più frequenti i danni provocati dal vento di bora.
Katia Romagnoli
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