Nuove regole per la ricostruzione
Protocollo in regione per arginare le mafie. Campanaro: anticorpi per l’economia
È un nuovo protocollo tra Regione e Prefetture per rafforzare le misure contro infiltrazioni criminali e mafiose in Emilia-Romagna. Un accordo che migliora e potenzia gli strumenti che da anni permettono di proteggere l’economia regionale dalla penetrazione degli interessi mafiosi e a scandire le novità dell’accorso, sottoscritto in Regione, è il prefetto di Ferrara, Michele Campanaro che «con questo protocollo viene rafforzato il sistema delle cautele antimafia creando maggiori "anticorpi" nel tessuto economico e sociale». Il nuovo protocollo aggiorna, di fatto, quelli adottati negli ultimi anni dopo il terremoto del 2012 che aveva colpito l’Emilia, permettendo la ricostruzione pubblica e privata, con le massime garanzie di legalità. Con questo nuovo accordo - spiegano dalla Regione - per le ultime fasi della ricostruzione post-sisma fino al termine dello stato di emergenza, il Commissario regionale alla ricostruzione si è impegnato a mettere a disposizione delle prefetture che insistono sul “cratere” (Bologna, Ferrara, Modena e Reggio Emilia) nuove risorse (umane e tecnologiche) e anche personale esperto. L'accordo, sottoscritto migliorerà scambio di informazioni e dati, aumentando i controlli rispetto ad appalti e concessioni di lavori pubblici, servizi e forniture. Controlli che verranno estesi all'attività urbanistica e all'edilizia privata, dove si punterà anche al rispetto della sicurezza nei cantieri e alla tutela del lavoro.
«Si tratta di un’intesa molto importante, per mettere in campo ancora più controlli ha spiegato il presidente Regione, Stefano Bonaccini - È un ulteriore passo in avanti per contrastare in Emilia-Romagna ogni tentativo di infiltrazione criminale e mafiosa negli appalti pubblici, nei servizi e forniture, allargando il raggio d’azione anche all’attività urbanistica e in edilizia, compresa quella privata». Un protocollo che definisce nuove misure e più forti, che rafforza la collaborazione fra Regione e Prefetture e che «rappresenta senza dubbio - chiude Bonaccini - una buona pratica confermando che la legalità è per noi un valore irrinunciabile».
«La criminalità organizzata ha sottolineato il Prefetto Campanaro- ha oggi modificato le sue strategie, passando dalla guerra violenta contro lo Stato a sistemi sempre più affinati per insinuarsi silenziosamente nella pubblica amministrazione e nell’economia legale, vestendo in giacca e cravatta».
Il prefetto Campanaro ha anche e soprattutto ricordato che uno degli strumenti più incisivi è rappresentato dalle interdittive. «La prevenzione dalle infiltrazioni criminali ha uno strumento efficace nel ricorso alle interdittive antimafia, per escludere la partecipazione dagli appalti delle ditte nei cui confronti viene accertato il pericolo di condizionamento da parte del crimine organizzato». «Ancora di più - ha concluso - il ricorso allo strumento dei Protocolli di legalità, come quello sottoscritto, rafforza il sistema delle cautele antimafia creando maggiori “anticorpi” nel tessuto economico e sociale».
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