San Bartolo, nuovo cantiere nell’ex ospedale psichiatrico
Ferrara, l’Asl ha chiuso il rapporto con la società che non aveva portato a termine i lavori. Costerà 300mila euro la residenza per i pazienti con disagio psichico più grave
FERRARA. Tornano i muratori nel cantiere dell’ex ospedale psichiatrico San Bartolo. Con un importo di 300mila euro l’Asl di Ferrara si accinge a riassegnare un appalto che risale al 2016 e che è stato rallentato fino a fermarsi dalle difficoltà economiche sfociate in un procedimento di liquidazione coatta amministrativa a carico della coop “Il Progresso”.
Nei giorni scorsi è stata completata la valutazione dello stato di consistenza dei lavori lasciati incompiuti dalla società e l’azienda territoriale ha dato il via libera agli atti preliminari per la riassegnazione dell’appalto, che sarà oggetto di una specifica disposizione amministrativa. La residenza, composta da due strutture, un ex convento rinascimentale e un edificio moderno costruito alla metà del secolo scorso, ospita un piccolo gruppo di malati con grave disagio psichico che risiedono stabilmente in una parte del complesso e un centro diurno destinato a pazienti che possono rientrare di notte nelle loro abitazioni. «I lavori interesseranno una parte del fabbricato che attualmente è in disuso - spiega il responsabile del Servizio tecnico, Giovanni Peressotti - L’appalto consentirà di adattare la struttura alle più recenti prescrizioni che regolano l’attività degli ex ospedali psichiatrici, non più ammessi dopo la riforma». L’obiettivo del servizio è il reinserimento, anche a lungo termine, dei malati con gravi problemi psichici. I lavori ristruttureranno una parte degli interni del complesso edilizio per ricavare una nuova residenza formata da quattro stanze da letto con servizi igienici annessi, spazi comuni che comprendono soggiorno e cucina, oltre ad una camera da letto per gli operatori. Il progetto ha dovuto fare i conti con la crisi della cooperativa a cui era stato affidato l’appalto.
L’Asl ha contabilizzato in circa 26mila euro il valore delle opere realizzate dalla società finita in liquidazione. Il mancato rispetto dei tempi fissati per l’esecuzione dei lavori ha comportato l’applicazione di una penale e di un risarcimento per i costi sostenuti dall’Asl e relativi allo sgombero delle aree di lavoro e delle relative pertinenze e per il ripristino della sicurezza in vista del riavvio del cantiere. La somma detratta per queste voci dall’azienda territoriale è superiore ai 19mila euro. L’ufficio responsabile del procedimento di liquidazione coatta della coop che ha cessato l’attività riceverà, a saldo, poco meno di 7mila euro. Alla società che sarà incaricata di completare l’opera spettano circa 160mila euro per i lavori; gli oneri per la sicurezza ammontano a 4mila euro; il resto andrà a coprire costi per imprevisti ed economie, tasse, attività amministrativa, arredi ed attrezzature. L’appalto viene finanziato con 285mila euro di fondi statali e 15mila stanziati dalla Regione. I lavori dureranno circa 4 mesi.
Gioele Caccia
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