Agricoltura e artigianato per risalire dopo la crisi
Sono i settori con maggiori occupati in un piccolo comune con pochi giovani I servizi danno un valore aggiunto sotto il 50%, si sente l’indotto della Berco
Formignana è un piccolo comune che ha nell’agricoltura la maggioranza della forza imprenditoriale. Quasi il 40% delle aziende svolge l’attività del primo settore, confermando una vocazione agricola nettamente superiore alla media provinciale e che si avvicina al record di Jolanda che vanta una percentuale di poco superiore al 47%: nel complesso una ottantina di aziende per un centinaio di addetti. Ma Formignana può contare pure su una diffusa tradizione anche nell’artigianato, che a differenza di altre parti ha mantenuto negli anni della crisi una sostanziale tenuta e stabilità per numero di imprese, con un dato superiore al 30% del totale. Il manifatturiero e comunque quello che all’interno del comune offre sbocchi occupazionali a più addetti che raggiungono quota 175 unità suddivise in 14 realtà produttive. Si difende bene anche il settore legato alle costruzioni con 31 aziende e un numero doppio di addetti. L’industria è sospinta dall’agroalimentare con 4 aziende che danno lavoro a una quarantina di persone. Proprio in questo campo Formignana detiene il record provinciale con il 2% sul totale delle aziende superando Terre del Reno che ha 1,9% e la media ferrarese che è dimezzata 1%.La ripresa comunque continua ad essere difficile. Negli anni della crisi, il decennio che va dal 2007 al 2017, Formignana ha perso il 17,5% delle aziende, dato percentuale più che doppio rispetto alla media provinciale. Anche il bilancio dell’ultimo anno è negativo, la perdita di sei imprese costituisce un -2,7% rispetto all’anno precedente (media provinciale -1,1%) che in pratica ha fatto scendere sotto la soglia psicologica delle 200 imprese operanti sul territorio. Al calo hanno contribuito soprattutto la mancanza di ricambio generazionale, con le imprese giovanili, gestite da under 35, che sono scese al 5,6% del totale, oltre due punti in percentuale sotto la media regionale e anche le imprese femminili al 21,2%, di poco sotto la media provinciale. Sono stabili le imprese gestite da stranieri che sono 7 (3,5%), percentuale inferiore al numero degli abitanti stranieri che tocca quota 5,1% del totale della popolazione, con la comunità marocchina che è quella più numerosa. Un discorso a parte va fatto sul valore aggiunto. Formignana è uno dei pochissimi comuni ferraresi dove il comparto servizi non supera il 50% (si ferma al 48,6%), complice anche le difficoltà del commercio, in questo modo si dilata l’industria con un 36% a fronte di 22,1% di media provinciale, dato che risente della vicinanza del mandamento copparese in questo settore e in particolare dell’indotto Berco. Elevata anche la fetta di valore aggiunto che spetta all’agricoltura con un 8,2% (5,8% è il dato dell’intera provincia di Ferrara), sospinto da consistente numero di imprese in questo settore. Come gran parte dei comuni del medio e basso Ferrarese, anche Formignana soffre di denatalità con un rapporto di anzianità tra la popolazione residente che supera di pochissimo il rapporto di tre anziani (persone per che hanno un’età superiore ai 65 anni) per un giovane (ragazzi sotto il 20 anni). Piccoli segnali di ripresa di vedono all’orizzonte, dopo anni di crisi, ma il territorio è alla ricerca di maggiori tecnologie e di più giovani che facciano impresa.
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