«Buona e generosa, viveva per i suoi figli»
I vicini di casa sono sconvolti per la tragica fine dell’amica. In via “16 Marzo” uno straziante tam tam
Una donna generosa, che «viveva per i suoi tre figli».
Sono parole piene di dolore quelle pronunciate da Fiorella Vitali, Lucia Campana e Gian Carlo Lazzari. Sono i vicini di casa più “vicini”, coloro che meglio di tutte da queste parti la conoscevano, sconvolti nell’apprendere la notizia della tragica morte di Editta Ancona, 66 anni, deceduta ieri a mezzogiorno in un terribile schianto stradale avvenuto a Marmirolo, nel Mantovano. La loro grande amica, Editta. In pochi istanti la strada in cui si trova la casa di Editta, Via “16 Marzo 1853”, quartiere Arginone, a Ferrara, diventa un grande “megafono”. Le persone che incontriamo, difatti, dopo aver assorbito in qualche modo l’urto di una simile notizia, telefonano ad amici comuni e conoscenti per farsi “latori” del drammatico annuncio. Negli stessi istanti questa strada, a ridosso di una ferrovia, piomba in una costernazione senza fine. «E pensare che - prosegue con le lacrime agli occhi l’amica Fiorella - questa mattina (ieri per chi legge, ndr) l’abbiamo vista partire col sorriso. Da quello che ho capito, doveva recarsi a Brescia. Pensi che qualche giorno fa, incontrandola - prosegue la donna - le avevo detto “preparati, che una di queste sere ti vengo a prendere e ti porto a mangiare la pizza”». Accanto, anche Lucia, che a fatica riesce a capacitarsi di quanto accaduto: «È un dramma nel dramma - dice dopo un lungo sospiro - perché Editta era una persona di straordinaria generosità. Ha aiutato tante persone, senza chiedere nulla in cambio. Una donna brava, di grandissimi valori morali, che viveva unicamente, ora che era in pensione, per i suoi figli (Antonio, Lorena e Paola; ndr). E proprio con la figlia Paola - prosegue ancora Lucia - abitava qui, in questa casa - dice ancora l’amica indicando con la mano l’ingresso dell’abitazione, al civico 18/A di Via 16 Marzo - . La figlia era venuta da poco ad abitare qui». Stesso dolore, stesse parole intrise di rabbia e sgomento, sono quelle di Gian Carlo, la prima persona incontrata da la Nuova Ferrara, in questo viaggio nel dolore. Nel dolore per un’amica perduta. Si legge nei volti di questi tre amici, all’incirca della stessa età di Editta, che si tratta di una sofferenza profonda. Fiorella, Lucia e Gian Carlo chiedono, vorrebbero sapere di più. Ma non è possibile fornire dettagli. Ne ne era già bastata una, di notizia, a cancellare ogni sorriso da questi volti.
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