Lavori ponte, Autostrade: resta il pedaggio sull’A13
La società gestrice è disponibile solo per «agevolazioni» se però pagano altri. Comuni e Regione al braccio di ferro: tocca al ministero aiutare gli utenti
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FERRARA. La società Autostrade risponde picche sull’esenzione dal pedaggio durante i lavori al ponte sul Po, ma le istituzioni non mollano: il braccio di ferro a questo punto si sposta alla Direzione del ministero delle Infrastrutture, che a questo punto sembra l’unico centro decisionale in grado di sbloccare l’impasse. Anas intanto fa sapere di poter limare a «soli 4 mesi» il cantiere sulla base, però, di un programma a più turni di lavoro e prevedendo la chiusura totale del ponte: così si alimenta un “giallo” perché nel cronoprogramma allegato al progetto esecutivo si indicano in circa 4 mesi e mezzo i tempi di «chiusura di una corsia a “traffico leggero a senso unico alternato”», all’interno del quale ci sarebbero una trentina di giorni di «chiusura totale della carreggiata stradale in ore notturne».
In attesa di una parola definitiva sui tempi, c’è appunto da prepararsi ad una corsa tutta in salita per l’esenzione dal pedaggio da Occhiobello a Ferrara Nord nel periodo del cantiere. «Ci corre l’obbligo - scrive Autostrade per l’Italia in risposta alle richieste dei sindaci di Ferrara e Occhiobello - di precisare che la scrivente, per espressa dettata dal proprio concedente Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, non può prevedere casi di esenzione dal pagamento del pedaggio autostradale che non siano quelli specificatamente individuati dalla vigente normativa (legge 495 del 1992, ndr), nel cui ambito non trova applicazione la fattispecie in argomento». Il massimo che i gestori dell’A13 possono proporre è «concordare modalità di agevolazione per la riscossione del pedaggio», attraverso un accordo con le amministrazioni interessate su «forme di agevolazione per l’utenza interessata, fermo restando che non è possibile da parte della scrivente assumere alcun onere che non sia limitato al service di elaborazione dati per rendicontarvi i transiti con le relative quote di pedaggio». In sostanza, se i soldi degli sconti, parziali o totali, ce li mette qualcun altro, Autostrade per l’Italia è pronta a fornire la documentazione necessaria.
Di fronte a questo muro ci sono stati due tipi di risposte. L’assessore regionale Raffaele Donini, al quale i consiglieri Paolo Calvano e Marcella Zappaterra si erano rivolti, rilancia la palla appunto a Roma: a proposito delle «agevolazioni» fa sapere di attendere «un riscontro dalla competente Direzione generale del ministero, che si provvederà a sollecitare»; in generale, «siamo ora in attesa di un incontro con la Direzione generale del ministero, fiduciosi che in quella sede si possano individuare le modalità più consone per soddisfare le legittime richieste provenienti dal territorio». I due consiglieri, Tiziano Tagliani con l’assessore Aldo Modonesi e il sindaco di Occhiobello, Daniele Chiarioni, si presentano «compatti» a insistere: «Puntiamo all’esonero del pagamento, visti anche i precedenti casi di esenzione. Riteniamo che i cittadini costretti a prendere l’autostrada, come alternativa all’attraversamento del ponte, non debbano rappresentare un’entrata aggiuntiva per la società. Infatti attraverso la gratuità richiesta, Autostrade non rinuncerebbe ad entrate che oggi ha già, ma solamente ad entrate extra». Gli amministratori si dicono «confortati» dallo sforzo Anas per ridurre i tempi del cantiere, ma bisogna fare i conti con l’avversità di molti, a partire dai commercianti, per la chiusura totale.
Stefano Ciervo
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