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Lido Spina, il mare si affaccia in Valle. Ruspe e sacchi in spiaggia

Lido Spina, il mare si affaccia in Valle. Ruspe e sacchi in spiaggia

Dal Bagno Piramidi al Bagno Jamaica il litorale è stato cancellato. Lavori urgenti per cercare di tamponare: legna ovunque e l’acqua avanza

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LIDO DI SPINA. L’avanzata del mare in burrasca della scorsa settimana ha lasciato ferite tangibili al Lido di Spina, dove il tratto di arenile che dal bagno Le Piramidi si estende al Bagno Jamaica e alle Vene di Bellocchio, è stato in buona parte risucchiato dalle onde. A farne le spese anche una parte dei pali delle recinzione di protezione, piegati sotto la spinta delle correnti. «Lunedì sono passati i tecnici della regione - spiega William Carli, titolare del bagno Le Piramidi -, per un sopralluogo e oggi sono arrivati gli operai della ditta incaricata dei lavori di somma urgenza. Questa è un'area soggetta continuamente all’erosione e tutti gli anni richiede un ripascimento. Noi intanto siamo pronti a partire per la stagione. Per Pasqua -conclude Carli - sono previste temperature in salita. Siamo fiduciosi».

Carli tuttavia ritiene che la responsabilità dell’erosione sia da attribuire alla deviazione di un affluente naturale del fiume Reno risalente a qualche decennio fa. «Bisognerebbe ripristinare il corso naturale del fiume Reno - suggerisce Carli -, perché manca l'apporto di sabbia di fiume, che arrivava prima». Tronchi, anche di grosse dimensioni, e detriti accatastati in spiaggia, documentano la portata dell'evento atmosferico eccezionale che una decina di giorni fa ha spazzato la costa. Tonnellate di legname trascinato a riva dalla piena del Po e dalle correnti marine sono in fase di recupero da parte dei mezzi della cooperativa Brodolini, già intervenuti in un tratto di arenile del Lido di Spina. «C’è legna ovunque, ma stamattina è intervenuta la Brodolini - commenta Sante Fabbri, titolare del bagno San Marco, devastato una settimana fa dalla mareggiata di bora - sul lato della spiaggia. Avevo già fatto cataste di legna con il trattore, che sono state recuperate, ma sono ancora impegnato nelle grosse pulizie, per poter aprire a Pasqua. Ho ancora il campo di calcio allagato e dovrò affrontare costi ulteriori per sostituire l'erba sintetica, non più recuperabile».

La gran parte degli stabilimenti balneari, dopo il primo test di stagione di domenica, si sta già preparando ad accogliere i turisti in arrivo per l'esodo pasquale. «Saremo tutti aperti con la ristorazione - conclude Sante Fabbri -, ma questa è una Pasqua bassa e non si riesce ad allestire tante attrezzature in spiaggia, a parte qualche gioco per i bambini, perché si rischia di mandare in rovina tutto, se dovesse arrivare un'altra mareggiata». «Stiamo lavorando intensamente - chiude Nicola Spinabelli, presidente del Cesb-, per essere tutti operativi a Pasqua».

Katia Romagnoli
 

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