La Nuova Ferrara

Ferrara

Nuove luci in città scatta la maxigara da 97 milioni di euro

di Fabio Terminali
Nuove luci in città scatta la maxigara da 97 milioni di euro

L’amministrazione comunale: più qualità e meno costi Attenzione ai beni monumentali e al sottomura

2 MINUTI DI LETTURA





Tutta un’altra luce, resta da vedere se sarà davvero una nuova Hera. Scaduto il contratto con l’azienda multiservizi (in vigore dal 2002 ai tempi di Agea, ora si è in fase di proroga), Il Comune rimette a gara la gestione della pubblica illuminazione. Bando monstre: oltre 97 milioni di base d’asta. «Sicuramente è uno dei principali sul territorio – dice il sindaco Tiziano Tagliani -. Sfidiamo i partecipanti a offrire soluzioni smart, “intelligenti”, incrementando la quantità e la qualità dei punti luce e allo stesso tempo i costi a carico dell’amministrazione, negli ultimi tempi particolarmente onerosi».

Si ipotizza un calo della bolletta del 12% rispetto ai sei milioni annuali di oggi. E chi vincerà dovrà garantire nei primi quattro anni 29 milioni e 700mila, quasi raddoppiando la mole di tutti quelli appuntati nel quindicennio targato Hera, pari a 16 milioni e 700mila euro. Un carico non da poco e anche per questo viene allungata la durata dell’affidamento a 18 anni, a partire dal 2019.

La chiave è un profondo rinnovamento in termini tecnologici e ambientali. «Metteremo a Led tutti i punti luce in territorio comunale: ora sono 26.557, uno ogni cinque abitanti, più di Bologna dove sono uno su otto. Qualità dell’illuminazione significa più sicurezza: all’Acquedotto e in corso Isonzo, dove si è intervenuti di recente, la vivibilità è migliorata», osserva l’assessore ai lavori pubblici Aldo Modonesi. Lo stato delle apparecchiature è decisamente migliorabile: lo ha mappato il Pric, il piano regolatore della pubblica illuminazione licenziato lo scorso anno. Basti pensare che un terzo dei punti luce ha lampade a vapori di mercurio (materiale fuori mercato e quindi sostituzioni impraticabili), il 23% ha sostegni in acciaio non zincato e l’11% in cemento. Così come si punta a nuovi impianti meno dispersivi, con luce direzionata in modo più funzionale: previsto un risparmio energetico annuale del 56% e pari passo di Co2 immessa in atmosfera.

Attenzione ai beni monumentali: dieci con illuminazione da adeguare e cinque da realizzare (Massari, Prosperi Sacrati, Teatro Verdi, Palazzo Paradiso, Porta Romana). Nel sottomura novità di rilievo, grazie a 230 impianti integrati all’edificio e non più posizionati in basso, quindi alla mercé dei danneggiamenti sempre in agguato. Nel pacchetto degli interventi anche 7,8 km di reti in fibra da posare, 20 telecamere di sicurezza aggiuntive e 5 nuovi punti wi-fi.

Importante infine il fatto che, dal punto di vista dell’efficientamento energetico, il bando è stato ammesso a finanziamento europeo: candidatura promossa da Sipro e con L’Agenzia per l’energia e lo sviluppo sostenibile in qualità di advisor. Il fondo da 15 milioni (che oltre a Ferrara riguarda piani di altri tre comuni della provincia) è garantito da un colosso come Deutsche Bank.



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google